Come si attribuisce un codice EER?

Le regole sono poche ma bisogna applicarle correttamente

Il codice EER è un codice che serve a identificare i rifiuti in base alla loro origine e alle loro caratteristiche ed è responsabilità del produttore attribuire quello corretto. Il codice EER è composto da sei cifre, divise in tre coppie. Ogni coppia di cifre riporta informazioni precise sulla natura del rifiuto.

La prima coppia di cifre indica il tipo di attività o di lavoro da cui proviene il rifiuto. Per esempio, se il rifiuto proviene da un processo termico, la prima coppia di cifre sarà 10. Se il rifiuto proviene dalla chimica organica sarà 06.

La seconda coppia di cifre identifica il processo produttivo di provenienza del rifiuto. All’interno delle attività termiche la metallurgia dello zinco è 05 (ottenendo 10.05), se il processo è la fusione di metalli non ferrosi 10 (ottenendo 10.10).

L’ultima coppia di cifre indica la descrizione specifica del rifiuto. All’interno del processo di metallurgia dello zinco se si tratta di scorie è 01 (ottenendo EER completo 10.05.01) se invece abbiamo polveri di gas di combustione è 03 (ottenendo EER completo 10.05.03).

Per trovare il codice EER giusto per un rifiuto, devi seguire questi passi:

PASSO A

Guardare l’elenco EER e cercare il tipo di attività da cui proviene il rifiuto (prima coppia di cifre) e il processo in cui il rifiuto si è formato (seconda coppia di cifre) seguendo questo ordine:

  1. consultare i capitoli da 01 a 12 e da 17 a 20 dell’elenco;
  2. se il processo e/o il rifiuto non sono stati trovati, esaminare i capitoli 13, 14 e 15, che si riferiscono ai rifiuti trasversali a ogni attività, come gli oli esauriti, i solventi e gli imballaggi;
  3. se il processo e/o il rifiuto non sono ancora stati trovati, esaminare il capitolo 16, che identifica i rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco.

PASSO B

Una volta definito il processo, cercare nel suo elenco rifiuti la descrizione specifica dello scarto. Questo ci darà l’ultima coppia di cifre.

PASSO C

Se una volta individuato il processo produttivo da cui deriva il nostro scarto nell’elenco dei rifiuti non si trova una descrizione congrua, dobbiamo attribuire il codice che termina con il 99 preceduto dalle 4 cifre della lavorazione.

Ora una piccola riflessione sull’importanza di utilizzare il codice EER corretto.

Come ricordato il codice EER serve a classificare i rifiuti in base alla loro origine e alle loro caratteristiche di pericolo. Questo facilita lo smaltimento o il recupero in modo sicuro ed ecologico. Il codice EER è anche uno strumento fondamentale per la tracciabilità dei rifiuti, cioè per sapere da dove vengono, dove vanno e come vengono trattati.

Se il codice EER di un rifiuto è sbagliato può causare problemi ambientali e complicazioni notevoli. Un errato smaltimento potrebbe inquinare o generare rischi alla salute, mentre una segnalazione degli enti di controllo come l’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) o il Corpo Forestale dello Stato portare sanzioni all’azienda produttrice. Le sanzioni possono essere di tipo amministrativo o penale, a seconda della gravità della violazione. Le sanzioni amministrative sono multe che possono variare da poche centinaia di euro a diverse migliaia a seconda della gravità mentre le sanzioni penali possono comportare l’arresto o la confisca dei beni.

Per evitare problemi è importante verificare che i codici EER siano corretti e aggiornati. Se non si ha la sicurezza di aver seguito l’iter corretto affidarsi a un consulente esperto è ancora la soluzione migliore. 

Se ritenete di aver bisogno di aiuto non esitate a contattarci, siamo a vostra completa disposizione.

Due esempi delle logiche da utilizzare per attribuire un codice EER

  1. Se il rifiuto è una base di decappaggio (sostanza chimica usata per rimuovere la ruggine o altre impurità dai metalli) il codice EER sarà 11 01 07*. Questo perché il tipo di attività è 11 (rifiuti dei trattamenti chimici superficiali), la fase o il processo è 01 (rifiuti del trattamento e ricopertura di metalli), e la descrizione specifica è 07 (basi di decappaggio). Questo codice ha un asterisco (*) perché il rifiuto è pericoloso 34.
  2. Se il rifiuto è una forma o un’anima da fonderia di ottone usata, che non contiene sostanze pericolose come amianto o carbone, il codice EER sarà 10 10 08. Questo perché il tipo di attività è 10 (rifiuti prodotti da processi termici), la fase o il processo è 10 (rifiuti della fusione di materiali non ferrosi), e la descrizione specifica è 08 (forme e anime da fonderia utilizzate, diverse da quelle di cui alla voce 10 10 07). L’assenza dell’asterisco nel codice (*) dimostra che il rifiuto non è pericoloso.

Come potete vedere, le regole sono poche ma vanno applicate correttamente.

Se volete approfondire questo argomento scarica gratuitamente la nostra Guida Pratica per Lo Smaltimento dedicata alla scelta del Codice EER.

Noi siamo pronti ad agire e voi? Grazie per l’attenzione.