La Proroga del MUD
Perché la scadenza slitta dal 30 aprile al 3 luglio 2026?
Il MUD (Modello Unico di Dichiarazione Rifiuti) è un adempimento annuale fondamentale per la comunicazione dei dati sui rifiuti. Negli ultimi anni, la sua scadenza è stata spesso oggetto di proroghe, generando dubbi tra imprese e consulenti.
La proroga del MUD è generalmente legata ai tempi di pubblicazione del nuovo modello. Quando il decreto viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo il 1° gennaio, si attiva automaticamente un meccanismo di slittamento dei termini.
La normativa di riferimento è l’art. 6, comma 2-bis della Legge n. 70/1994, che stabilisce che i soggetti obbligati dispongono di 120 giorni dalla pubblicazione del modello per presentare la dichiarazione.
In concreto, per il MUD 2026 (riferito ai dati 2025), la pubblicazione avvenuta il 5 marzo ha comportato lo spostamento della scadenza dal 30 aprile al 3 luglio 2026.
La proroga non significa però rimandare le preoccupazioni. È importante sottolineare che quest’anno si aggiunge un’insidia ulteriore: nel caso in cui siano stati utilizzati sia un Registro Cartaceo sia un Registro Digitale, i dati dovranno essere unificati e riepilogati in un unico MUD. Questa attività non deve essere interpretata come un semplice rinvio delle operazioni, poiché attendere l’ultimo momento può comportare criticità operative e maggiori rischi di errore nella compilazione.
Arrivare preparati alla scadenza significa garantire una dichiarazione corretta, completa e conforme alla normativa vigente.
Come avrete capito, la compilazione del MUD richiede sempre più precisione, tempo e competenze specifiche. Per molte aziende, affidarsi a un supporto esterno rappresenta una scelta strategica.
Delegare la gestione del MUD significa riappropriarsi di tempo prezioso per attività più strategiche, avendo la certezza che i dati vengano verificati, la pratica compilata correttamente e la trasmissione effettuata in modo sicuro, senza errori né preoccupazioni.
E voi, volete liberarvi dal peso del MUD?