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SELF-CHECK: Per capire il beneficio del confronto

Quando si tratta di effettuare acquisti importanti, cosa preferite fare: affidarvi a un unico venditore occasionale o confrontare diverse opzioni? Questa decisione diventa particolarmente cruciale quando si tratta di acquistare qualcosa di tecnicamente complesso. In questi casi, è prudente raccogliere opinioni da più venditori e valutare attentamente tutte le informazioni raccolte prima di prendere una decisione. Spesso, quando persistono dei dubbi, ci rivolgiamo a una persona di fiducia che ha già esperienza con uno dei prodotti che stiamo considerando.

E per quanto riguarda i rifiuti? Concordate sul fatto che gestirli sia tecnicamente complesso? Quante alternative avete valutato prima di stabilirvi su quella attuale? Le vostre pratiche di gestione vi offrono davvero una tutela completa? Non vi è mai venuto il sospetto che si possa fare meglio?

A volte, ci si sente rassicurati dal fatto che finora nessuno ha contestato il nostro operato, e quindi non ci si pone domande sulla validità delle nostre scelte gestionali. Inoltre, spesso non ci si sente motivati a dedicare tempo a qualcosa che non sembra essere una priorità immediata e che crediamo di non poter fare senza l’intervento di un consulente esterno.

Ma questa staticità espone l’azienda a potenziali criticità, che diventano evidenti solo quando è troppo tardi per intervenire. Ecco perché abbiamo cercato di trovare un equilibrio tra il “pensiamo di fare tutto bene” e il “vorremmo sapere se facciamo tutto bene, ma non abbiamo il tempo”. Il risultato è una serie di strumenti SELF-CHECK: suggerimenti pratici per valutare autonomamente se la nostra azienda sta gestendo correttamente i rifiuti.

Ci sono alcuni aspetti che potete verificare facilmente da soli.

Oggi vi forniamo due indicazioni su come controllare le etichette dei rifiuti. Ogni collo, contenitore o area dedicata alla raccolta di rifiuti deve essere identificato da un’etichetta che fornisca tutte le informazioni necessarie per la corretta gestione dei rifiuti. Vi siete mai chiesti se le vostre etichette rispettano i requisiti normativi? Se non lo sapete con certezza, è il momento di verificare.

La tipologia di informazioni da riportare varia in funzione del fatto che il rifiuto sia pericoloso o meno. Ecco l’elenco dettagliato degli elementi che devono risultare leggibili senza particolari sforzi.

Rifiuto NON pericoloso: scritta “RIFIUTO NON PERICOLOSO”, codice EER, descrizione catastale del rifiuto e ragione sociale del produttore.

Rifiuto PERICOLOSO: il simbolo di rifiuto pericoloso (“R” nera su sfondo giallo 15×15 cm), codice EER, indicazione delle caratteristiche di pericolo HP del rifiuto, descrizione catastale del rifiuto, pittogrammi CLP (bordo rosso con sfondo bianco) in base ai codici “H” di indicazione di pericolo attribuiti al rifiuto, frasi di prudenza e ragione sociale del produttore.

E ora, tocca a voi: controllate se ogni collo, contenitore o area dedicata ai rifiuti è correttamente etichettato e se le etichette contengono tutte le informazioni necessarie. Se scoprite delle lacune, è importante indagare sul motivo e agire di conseguenza. Anche se la mancanza di conformità può essere sanzionata, è facile risolvere il problema con le giuste competenze.

La vera domanda è: ci sono altre aree in cui potreste essere carenti? Se cominciate a dubitare della vostra gestione, è il momento di considerare un controllo esterno, un investimento prezioso per il vostro futuro. Come abbiamo suggerito all’inizio, consultare almeno due esperti esterni potrebbe rivelarsi estremamente vantaggioso.

E se vi preoccupa il costo di un controllo esterno, ci sono soluzioni come la nostra che vi fanno pagare solo se ritenete di ricevere un valore aggiunto. Se le vostre etichette sono già perfette, non preoccupatevi: torneremo con ulteriori consigli per il SELF-CHECK nel prossimo articolo.

Noi siamo pronti ad agire e voi? Grazie per l’attenzione.

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