Nuovi controlli ADR: cosa è cambiato davvero dal 24 giugno 2026?
Ecco cosa devono sapere le aziende che trasportano merci e rifiuti pericolosi.
Dal 24 giugno 2026 sono entrate in vigore le nuove modalità di controllo su strada previste dalla Direttiva delegata (UE) 2025/1801. Pur non modificando le regole tecniche dell’ADR, la novità riguarda il modo in cui vengono effettuate le verifiche e rappresenta un cambiamento significativo per tutte le aziende che trasportano merci o rifiuti pericolosi.
La principale innovazione è l’introduzione di una check list uniforme a livello europeo, che rende i controlli più strutturati, completi e omogenei. Ogni ispezione segue infatti lo stesso schema, riducendo il margine di discrezionalità e aumentando la tracciabilità delle verifiche.
Controlli più completi
Le verifiche non si limitano alla documentazione di trasporto, ma interessano tutti gli aspetti dell’operazione.
Vengono controllati il documento di trasporto ADR, le istruzioni scritte, il certificato di formazione professionale (CFP ADR) del conducente, l’idoneità del veicolo e la conformità degli allestimenti per il trasporto in colli, in cisterna o alla rinfusa.
L’ispezione prosegue poi con la verifica della corretta classificazione della merce, delle modalità di trasporto adottate, della compatibilità tra le sostanze trasportate e del rispetto dei divieti di carico misto.
Grande attenzione è riservata anche agli aspetti di sicurezza: etichettatura, marcature, pannelli arancioni, eventuali perdite, danneggiamenti e presenza di tutte le dotazioni obbligatorie, dagli estintori alle altre attrezzature previste dall’ADR.
L’obiettivo è quello di verificare la conformità dell’intero trasporto e non di singoli aspetti isolati.
Classificazione delle infrazioni
Le eventuali non conformità vengono ora classificate secondo criteri uniformi.
Le infrazioni di Categoria I riguardano le violazioni più gravi e possono comportare anche il fermo del veicolo. Le Categorie II e III identificano invece irregolarità di diversa entità, prevedendo rispettivamente la regolarizzazione immediata o l’adozione di misure correttive da parte dell’impresa.
Questo sistema rende i controlli più oggettivi e consente alle autorità di adottare provvedimenti proporzionati alla gravità delle violazioni riscontrate.
Maggiore tracciabilità
Un’altra novità riguarda la gestione digitale dei controlli.
Le check list vengono compilate in formato elettronico e trasmesse alle autorità competenti, alimentando un sistema di monitoraggio condiviso a livello nazionale ed europeo. Ogni controllo diventa quindi parte di una banca dati che consente di ricostruire lo storico delle verifiche effettuate.
In presenza di irregolarità, gli organi di controllo possono inoltre disporre il blocco del veicolo, richiedere la regolarizzazione immediata della situazione o avviare ulteriori accertamenti, compreso il campionamento delle merci o dei rifiuti trasportati.
Come devono prepararsi le aziende
Alla luce di queste novità, le imprese dovrebbero verificare con attenzione la propria organizzazione interna.
È fondamentale accertare la corretta classificazione ADR delle merci e dei rifiuti, mantenere aggiornata la documentazione, verificare l’idoneità dei mezzi e delle attrezzature, oltre a garantire un’adeguata formazione del personale coinvolto nelle attività di spedizione e trasporto.
Il quadro normativo ADR non è cambiato nella sostanza, ma è cambiato il livello di controllo. Essere preparati significa ridurre il rischio di sanzioni, fermi dei veicoli e criticità operative.
Riferimenti normativi
- Direttiva (UE) 2022/1999
- Direttiva delegata (UE) 2025/1801
- D.Lgs. 35/2010
- ADR – Accordo europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose su strada
Il nostro supporto
Supportiamo le aziende nell’adeguamento agli obblighi ADR attraverso attività di consulenza, verifica documentale, formazione e assistenza operativa, per affrontare con maggiore sicurezza controlli sempre più strutturati e rigorosi.