Il Nuovo regolamento per il trasporto di rifiuti transfrontaliero.
Il Regolamento (UE) 2024/1157 in vigore il 21 Maggio 2026
Con l’adozione del Regolamento (UE) 2024/1157, l’Unione europea ha rinnovato in modo significativo la disciplina relativa al trasporto transfrontaliero dei rifiuti, sostituendo integralmente il precedente Regolamento (CE) n. 1013/2006.
L’intervento normativo è entrato in vigore il 21 Maggio 2026 e risponde all’esigenza di rendere più efficaci i controlli sui flussi di rifiuti, prevenire pratiche illecite e garantire che le operazioni di recupero e smaltimento avvengano nel rispetto di standard ambientali elevati, sia all’interno dell’UE sia nei rapporti con i Paesi terzi.
Il regolamento si applica a tutte le spedizioni di rifiuti che attraversano i confini nazionali, comprendendo le spedizioni tra Stati membri, le esportazioni dall’Unione, le importazioni e i transiti. In questo quadro, assume particolare rilievo il rafforzamento delle responsabilità a carico degli operatori economici, inclusi i produttori di rifiuti.
Nel nuovo sistema delineato dal tale regolamento il produttore di rifiuti non è considerato un soggetto marginale o meramente formale, ma un attore pienamente coinvolto nella correttezza e legittimità della spedizione.
Anche quando il produttore si avvale di trasportatori, intermediari o consulenti specializzati, permane in capo ad esso un obbligo di attenzione e controllo sulle scelte effettuate.
Questo significa che il produttore è chiamato a verificare non solo gli aspetti documentali, ma anche la sostanza delle operazioni: la natura del rifiuto, la destinazione finale e la conformità dell’intera spedizione alle disposizioni europee.
Il punto di partenza di ogni spedizione transfrontaliera resta la corretta classificazione del rifiuto. Il produttore deve identificare con precisione il rifiuto generato, attribuendo il corretto codice dell’Elenco Europeo dei Rifiuti e valutandone l’eventuale pericolosità.
Da questa attività dipende il regime applicabile alla spedizione: alcune tipologie di rifiuti sono soggette a procedure autorizzative preventive, mentre altre possono beneficiare di regimi semplificati, soprattutto nel caso di spedizioni intra-UE destinate al recupero.
Una classificazione impropria o approssimativa può esporre il produttore a contestazioni e responsabilità anche rilevanti.
Un ulteriore aspetto centrale riguarda la scelta dell’impianto di destinazione.
Il regolamento pone particolare enfasi sulla necessità che i rifiuti siano trattati in modo ambientalmente corretto.
Il produttore deve quindi accertarsi che l’impianto estero sia autorizzato a ricevere quella specifica tipologia di rifiuto e che il trattamento previsto sia conforme agli standard normativi.
Nel caso di esportazioni verso Paesi extra-UE, l’attenzione deve essere ancora maggiore, soprattutto se il Paese di destinazione non appartiene all’area OCSE. In questi casi il regolamento introduce limitazioni più stringenti, proprio per evitare che i rifiuti europei siano gestiti in contesti privi di adeguate garanzie ambientali.
Elemento cardine del nuovo sistema è la digitalizzazione delle procedure tramite l’introduzione dell’istituzione del DIWASS – Digital Waste Shipment System, il sistema digitale europeo per la gestione delle spedizioni di rifiuti.
Il DIWASS diventa lo strumento europeo di riferimento per la trasmissione dei documenti di movimento e lo scambio di informazioni tra operatori e autorità competenti dei diversi Stati membri per le spedizioni intra-UE soggette a notifica e per le spedizioni in “lista verde”.
L’obiettivo è superare la frammentazione dei sistemi nazionali, migliorare la tracciabilità delle spedizioni e rendere più rapidi ed efficaci i controlli.
Vengono introdotti i nuovi modelli di documenti che devono accompagnare il trasporto dei rifiuti sia non pericolosi che pericolosi (Allegati VII e modello 1B).
Particolare attenzione deve essere prestata alla redazione del contratto ambientale, che deve essere conforme al nuovo regolamento e prevede informazioni dettagliate relative al soggetto che organizza la spedizione, che può non coincidere con il produttore, ed al recuperatore del rifiuto.
Per i produttori di rifiuti, l’introduzione del portale comporta la necessità di confrontarsi con procedure completamente digitali. Anche qualora l’operatività venga delegata a soggetti terzi, il produttore resta responsabile della correttezza dei dati inseriti, come la descrizione del rifiuto, i quantitativi, la destinazione e i soggetti coinvolti nella spedizione.
Le autorità ambientali dei singoli Stati membri dell’Unione potranno effettuare controlli da remoto, accedendo alla piattaforma DIWASS in qualsiasi momento per verificare la correttezza della documentazione digitale ed il rispetto delle tempistiche.
Nulla deve essere lasciato all’approssimazione in quanto il regolamento rafforza il principio della responsabilità lungo tutta la filiera.
In caso di spedizioni illegali, respinte o non completate, il produttore può essere coinvolto direttamente nella gestione delle conseguenze, inclusi gli obblighi di rientro dei rifiuti e la copertura dei costi connessi.
La maggiore trasparenza garantita dal DIWASS riduce i margini di errore e di informalità, rendendo ancora più importante un approccio strutturato e consapevole.
Nel contesto italiano, e in particolare in Lombardia, DIWASS si integra con il sistema SITT, già utilizzato per la gestione digitale delle spedizioni transfrontaliere.
Il ruolo del SITT diventa quello di sistema locale interoperabile con la piattaforma europea, richiedendo alle imprese un allineamento delle anagrafiche, delle registrazioni e dei processi digitali.
Nel complesso il Regolamento (UE) 2024/1157 segna un’evoluzione significativa nella gestione delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti, orientata a un maggiore controllo, a una più forte responsabilizzazione degli operatori e a un uso esteso degli strumenti digitali.
Per i produttori di rifiuti, ciò si traduce nella necessità di conoscere il quadro normativo, organizzare adeguatamente i propri processi interni e presidiare con attenzione le spedizioni oltre confine.Un approccio preventivo e consapevole rappresenta oggi lo strumento principale per garantire la conformità normativa e ridurre i rischi ambientali, operativi e sanzionatori.