SEI SICURO CHE LE TUE ANALISI TI TUTELINO?

tutela

 

Dopo che la settimana scorsa ti ho detto che caratterizzare un rifiuto non significa per forza fare un’analisi, devo comunque spiegarti come si approccia un rifiuto affinché l’analisi si possa ritenere rappresentativa.

INFATTI C’E’ UN PROBLEMA

Non basta avere in mano qualche foglio di un laboratorio per pararsi il culo!!

Cosa certifica che quell’analisi rappresenta il tuo scarto?

Sei sicuro che i tuoi soldi per le analisi siano ben spesi?

Se fino ad oggi il tuo approccio è stato: “Questo è il campione, fammi l’analisi”, devi cambiare mentalità ed applicare alcuni accorgimenti fondamentali che ora ti spiegherò!

Ci sono 6 accorgimenti da considerare per avvalorare un’analisi:

1- Descrizione del CICLO PRODUTTIVO e dell’impiego delle MATERIE PRIME.

Questa attività è fondamentale per tantissimi aspetti della gestione di un rifiuto ed in modo particolare serve per permettere al laboratorio di fare valutazioni in merito ai componenti da tenere in considerazione al momento dell’analisi del rifiuto;

2- Raccolta SCHEDE DI SICUREZZA delle Materie Prime.

Anche questo step, come sopra, facilita il laboratorio nell’ effettuare le corrette verifiche su quali componenti considerare.

3- Valutazione OMOGENEITÀ RIFIUTO.

Questo accorgimento è da mettere in atto al momento del campionamento. Per rifiuto OMOGENEO intendo uno scarto composto da elementi della stessa specie, dimensione, natura. Per esempio, valutiamo insieme questi due scarti:

  • OLIO ESAUSTO = OMOGENEO, questo rifiuto è interamente composto da materie della stessa specie e natura (solo Olio);
  • EMULSIONE ESAUSTA = NON OMOGENEO, questa sostanza è composta da 2 fasi (fase oleosa e fase acquosa), che sono chiaramente due sostanze che hanno specie, natura e composizioni diverse.

 

4- Definire le MODALITÀ DI CAMPIONATURA in funzione dell’omogeneità.

Campionare un rifiuto omogeneo risulta semplice, mentre per i rifiuti disomogenei bisogna definire e mettere in atto modalità tali da garantire che il campione sia rappresentativo dell’intero lotto di rifiuti e non solo di una parte di essei. Le modalità di campionamento DEVONO essere dettagliatamente descritte nel modulo di richiesta. Per fare un esempio l’emulsione scartata non va campionata con un contenitore nella parte superiore in quanto tende a raccogliere principalmente la parte oleosa galleggiante.

E’ anche importante che al momento della campionatura, siano presenti sia l’azienda produttrice del rifiuto, che il referente esterno dei rifiuti (ad esempio il consulente oppure l’intermediario o il destino). Questo dettaglio è fondamentale per testimoniare che il campione è stato prelevato correttamente dallo stoccaggio effettivo dell’azienda.

5- Fotografare MUCCHIO STOCCAGGIO ed il CAMPIONE PRELEVATO.

Questa attività, è da fare solamente quando ha senso fotografare lo scarto, cioè quando presenta una composizione varia e NON OMOGENEA. Con questo accorgimento, si vuole rendere evidente che il campione prelevato e mandato in analisi è rappresentativo dello scarto conservato nello stoccaggio. Queste foto devono essere allegate al modulo di richiesta.

6- Compilare e allegare il MODULO DI RICHIESTA ANALISI.

Come anticipato, è fondamentale al fine di ottenere un’analisi che sia corretta e veritiera del rifiuto campionato, allegare tutte le informazioni che ti ho detto sopra in un’unica comunicazione. È importante inserire nel Modulo di Richiesta Analisi (che solitamente è predisposto dal laboratorio) quante più informazioni dello scarto possibili. Questa documentazione è parte integrante dell’analisi perché serve per avvalorare la rappresentatività del campione e per fornire al laboratorio quante più informazioni possibili affinché possa valutare nel modo più corretto ed esaustivo il rifiuto da analizzare.

SE PROPRIO DEVI SPENDERE DEI SOLDI (non è sempre così),

FALLO BENE!!

Se ti sei spaventato, non preoccuparti, io e i miei collaboratori ti possiamo affiancare in queste attività. Come l’altra volta per consentirti un facile ripasso e per archiviare un promemoria relativo agli step di una ANALISI TUTELANTE ti ho predisposto degli appunti che puoi scaricare inserendo qui sotto i tuoi dati.
















  • Leggi la nostra Privacy Policy

  • Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.
  •  

    Se come altri lettori vuoi lasciare qui sotto un commento ai miei articoli sarò ben lieto di rispondere alle tue considerazioni.

    La settimana prossima parleremo di come utilizzare le analisi e tutte le altre informazioni sulla composizione del rifiuto (ovvero la CARATTERIZZAZIONE) per concludere in modo definitivo la CLASSIFICAZIONE.

    Ti aspetto nell’élite degli IMPRENDITORI ACCORTI, che sanno quanto sia importante avere un’analisi veramente in grado di TUTELARTI!!!

    Comunque, contattami! Così parliamo dei tuoi rifiuti e delle loro analisi.

    Luca Moretta
    Esperto nella Gestione e Smaltimento Rifiuti

    Lascia un Commento

    2 Commenti

    1. LUCIA FESTA says:

      Per quanto riguarda le analisi dei rifiuti , non si possono ricercare tutte le sostanze che compongono il rifiuto, ma solo quelle più rappresentative e significative? O solo quelle che possono interessare il tipo di attività svolta?
      Distinti saluti.
      Lucia.

      • Luca Moretta says:

        Buongiorno Lucia.
        Avere un’analisi veramente tutelante è una delle attività più difficili della gestione rifiuti. Questo documento è regolato da più normative che dettano un’infinità di parametri e in più di lasciano l’onere di fare altre valutazioni. Per esemplificare la cosa potrei riassumere tutto in questa frase: “Bisogna cercare questo e quello se giustificati più tutti i parametri che sono pertinenti con il ciclo produttivo” Provo a spiegare l’affermazione.
        QUESTO E QUELLO …. sono un’infinità di parametri che se dovessero essere fatti tutti un’analisi costerebbe più di 2’000 euro
        SE GIUSTIFICATI … ti consentono di non eseguire quelle ricerche che non hanno senso per quello scarto
        PIU’ TUTTI I PARAMETRI CHE SONO PERTINENTI CON IL CICLO PRODUTTIVO …. devi sapere che elementi come i metalli hanno svariate forme (composti) che hanno limiti di pericolosità uno diverso dall’altro! Quindi, ad esempio, quando in un rifiuto trovi lo zinco bisogna capire se si tratta di zinco metallico, zinco ossido, zinco idrossido, ecc … Come fai? se li ricercassi tutti saremmo di nuovo al punto di partenza con un’analisi che costa più di 2’000 euro. L’unico modo per contenere il costo è valutare quale composto potrebbe essere presente valutando le lavorazioni da cui proviene il rifiuto.
        In conclusione, per rispondere alla tua domanda, i parametri che trovi su un analisi fatta bene possono essere 10, 50 o 100, ma in ogni caso sono sempre il frutto del compromesso fra quello che richiede la normativa e la contestualizzazione della provenienza del rifiuto. Un lavoro molto difficile e delicato per il quale bisogna affidarsi a professionisti esperti e competenti.
        Buona giornata.