TARI 2021: LA TUA AZIENDA HA OTTENUTO LA RIDUZIONE CHE GLI SPETTA?

Il DLgs 116/2020 ha modificato profondamente i criteri per il conteggio della tassa comunale per i rifiuti nota con il nome di TARI.

Tale novità è finalizzata principalmente ad unificare i criteri a livello nazionale, per scongiurare difformità fra Comuni che penalizzano alcune aziende e per escludere dall’assoggettamento alla tassa quelle aree dove è palese che non si producano rifiuti.

A riguardo di quest’ultimo punto è stato ribadito una volta per tutte che i reparti produttivi delle industrie (non solo una quota di essi) sono completamente esentati dall’applicazione di questa tassazione. Pertanto, se la tua azienda non risiede in uno di quei pochi Comuni, che virtuosamente avevano già defalcato queste aree dal conteggio,

LA TUA AZIENDA
DOVREBBE AVER DIRITTO
AD UN MINOR ESBORSO DI TARI

Come puoi fare a sapere se il tuo Comune ha adeguato correttamente il tuo conteggio?

La prima cosa da fare è rivalutare le destinazioni d’uso delle tue aree aziendali e poi controllare se il primo avviso relativo alla TARI 2021 risulta essere corretto.

Se non hai altro tempo da perdere al riguardo e vuoi andare al concreto, io sono disponibile ad affiancarti in questa valutazione. Pertanto, se hai piacere ad avvalerti delle mie competenze non devi fare altro che chiamarmi.

Mi chiami senza impegno

Ti spiego rapidamente cosa mi serve

Decidiamo insieme se proseguire.

Se al contrario non hai ancora le idee chiare, provo qui di seguito a spiegati come funzionano le cose. Io cerco di renderle più facili possibile, anche se non sono per nulla semplici. In questi giorni mi sto rendendo conto che troppe aziende hanno ancore le idee molto confuse.

PER INIZIARE
È IMPORTANTE CHE TU TENGA BEN PRESENTE CHE
LE PRINCIPALI NOVITÀ SONO 2:

Se hai ben chiaro queste due cose, ora posso provare a spiegarti come funzionano le cose.

I 7 PASSI PER CAPIRE RAPIDAMENTE COME FUNZIONA LA TARI

Vuoi essere sicuro di non regalare i tuoi soldi in tasse?

Di seguito la spiegazione di 7 elementi fondamentali per capire le dinamiche e poter prendere le decisioni in modo più consapevole. Ti consiglio di leggerli dal primo all’ultimo per non perdere nessun passaggio.

1. DISTINZIONE FRA RIFIUTI URBANI E RIFIUTI SPECIALI

Il DLgs 116/2020 ha apportato alcune modifiche terminologiche nella definizione dei rifiuti in funzione della loro origine, ma in questo senso l’aspetto pratico rimane invariato. Risulta comunque molto importante avere chiara la distinzione fra queste 3 categorie:

Rifiuti urbani: rifiuti prodotti in ambito domestico da utenti privati;

Rifiuti speciali: rifiuti generati da operazioni legate ad attività tipicamente aziendali;

Rifiuti urbani non domestici (ex rifiuti assimilabili agli urbani): rifiuti con caratteristiche uguali a quelli urbani ma generati in alcuni ambiti aziendali

Risulta importante sottolineare che “urbani” non equivale a dire “non pericolosi”, e che. “speciali” non significa “pericolosi”, ma bensì in entrambe le categorie ci sono sia rifiuti pericolosi che non.

2. A CHI COMPETE LA GESTIONE DELLE DIVERSE TIPOLOGIE?

CHI LO GENERA?

Il privato dove conferisce? Il privato in base all’organizzazione del suo Comune di residenza può conferire in calotta, al servizio porta a porta oppure in isola ecologica. L’azienda dove conferisce?

RIFIUTO SPECIALE

Questo genere di rifiuto può essere gestito solo rivolgendosi ad aziende autorizzate dopo averlo correttamente caratterizzato e classificato con codice CER ed eventuali HP ad indicazione dei pericoli.

RIFIUTO URBANO NON DOMESTICO

Questa categoria di rifiuti oltre ad aver cambiato nome è stata oggetto di un importante cambiamento. Prima del 01/01/2021, quali rifiuti generati dalle aziende potessero essere conferiti al servizio comunale, era definito da ogni singola amministrazione mediante il proprio regolamento; da quest’anno l’elenco delle tipologie è stato definito in modo univoco a livello nazionale. Vedi l’articolo seguente per capire quali dei tuoi rifiuti aziendali rientrano in questa categoria.  Oltre a questa novità è stato definito che l’azienda può scegliere se conferire questi rifiuti al servizio comunale oppure avvalersi di un servizio privato a pagamento con conseguente sconto sulla parte variabile della TARI. Questa scelta deve essere comunicata al Comune entro il 31/05 (leggi il passo 6).

Chi lo gestisce?

3. QUALI SONO I RIFIUTI “URBANI NON DOMESTICI” E CHI LI PRODUCE?

Come accennavo nell’articolo precedente, sono stati definiti dei paletti ben precisi per individuare quali rifiuti di origine aziendale DEVONO essere considerati appartenenti a questa categoria.

Sono stati redatti 2 elenchi:

Elenco delle frazioni con relativa descrizione e codice CER
(allegato L-quarter alla parte IV del T.U.A.

Consultalo su:

www.smaltimentoassistito.it
/download/l-quater.pdf

Elenco delle attività che possono essere assimilate a situazioni domestiche
(allegato L-quinquies alla parte IV del T.U.A.)

Consultalo su:

www.smaltimentoassistito.it
/download/l-quinquies.pdf

Affinché un rifiuto sia classificato come “Urbano non domestico” deve rispettare entrambe le condizioni.

4. COSA DEVE FARE L’AZIENDA CON I SUOI RIFIUTI “URBANI NON DOMESTICI”?

Intorno a questa categoria di rifiuti ruotano opportunità e obblighi. Prima di descriverli risulta fondamentale specificare che le attività elencate nell’allegato L-quinquies non sono da intendersi come attività prevalente o univoca, ma semplicemente presente nella gestione aziendale. Faccio un esempio per spiegarmi meglio. 

Nell’elenco si trova la voce “11. Uffici, agenzie, studi professionali”. Affinché un’azienda si trovi a dover gestire rifiuti urbani non domestici, non deve avere unicamente o prevalentemente attività d’ufficio, ma basta che nella sua organizzazione ci sia un ufficio. In quest’ultimo caso tutti i rifiuti prodotti nell’ufficio e appartenenti alle tipologie elencate nell’allegato L-quarter sono da considerare URBANI NON DOMESTICI.

A fronte di questa specificazione credo che tutte le aziende si troveranno a dover gestire questa tipologia di rifiuti, pertanto, entriamo nel dettaglio di obblighi e opportunità.

OBBLIGO

Tutti i rifiuti urbani non domestici DEVONO essere conferiti al servizio comunale che è obbligato ad accettarli per avviarli al trattamento.

OPPORTUNITÀ GESTIONALE

Le aziende possono svincolarsi dal Comune e affidare questi rifiuti ad aziende private solo se destinati ad attività di recupero e con l’impegno a tenere questo servizio per 5 anni. Nel corso dei 5 anni è comunque possibile scegliere il partner privato senza dover comunicare nulla. Nel caso si decida di tornare al servizio comunale prima dei 5 anni è discrezione del Comune acconsentire al rientro.

OPPORTUNITÀ ECONOMICA

Le aziende che si staccheranno dal servizio comunale hanno l’opportunità di chiedere la riduzione della SOLA quota variabile riferita alle superfici con destinazioni d’uso assoggettate alla TARI.

5. COM’È COMPOSTA E SU COSA SI CALCOLA LA TARI?

La TARI ha 2 componenti:

Quota fissa: usata per coprire le spese comunali riferite ai servizi “indivisibili” (a titolo esemplificativo e non esaustivo, illuminazione pubblica, spazzamenti stradali);

Quota variabile: usata per coprire i costi comunali relativi alla gestione di tutti i rifiuti che gli vengono conferiti.

A cosa si applica la TARI?

6. LA SCADENZA DEL 31/05

Purtroppo, questa scadenza per il 2021 è passata. E’ comunque importante in previsione del 2022 che tu conosca bene cosa comporta chiedere il distacco dal servizio comunale. 

Di fatto, come ribadito anche dalla circolare ministeriale del 12/04/2021, entro il 31/05 di ogni anno tu puoi decidere se lasciare i tuoi rifiuti urbani non domestici al Comune oppure affidarli ad aziende private da te pagate.

Per rimanere nel servizio comunale: non devi fare nulla.

Per passare alle aziende private: devi mandare una comunicazione al tuo Comune entro il 31/05 insieme all’impegno da parte dell’azienda da te individuata a servirti per 5 anni.

Quando potrai cambiare idea in merito alla scelta da te fatta? Se opti per le aziende private la possibilità di tornare al comunale prima dei 5 anni è vincolato alla disponibilità del Comune a riammetterti. Se scegli di rimanere col Comune ogni anno è buono per staccarsi.

7. COME OTTENERE L’APPLICAZIONE DELLA TARI SECONDO I NUOVI CRITERI

Seppure l’applicazione precisa dei nuovi criteri non risulti ancora di facile ottenimento, ritengo opportuno farti sapere che per massimizzare le tue possibilità di ottenere la riduzione che ti spetta, devi organizzarti per presentare una nuova “Denuncia delle superfici aziendali ai fini del conteggio TARI” andando ad riportare la ripartizione delle tue aree aziendali rispetto alle “Destinazioni d’uso” indicate nella nuova normativa e successive precisazioni.

Qualora tu non abbia ben chiaro come muoverti, e vuoi essere sicuro di non lasciare nulla al caso, sono a tua completa disposizione con tutta l’esperienza maturata in questi anni confrontandomi con diversi Comuni.

A volte l’esperienza conta più della conoscenza, non rinunciare a quanto ti spetta solo perché qualcuno ti ha detto che non ti spetta nulla. Chiamami.

Mi chiami senza impegno
Parliamo della tua situazione
Decidiamo insieme se proseguire.