Ti è chiaro come gestire mascherine, guanti, DPI, fazzoletti nella tua azienda all’epoca del Coronavirus?

 

Contenuto aggiornato al 16/04/2020

In tanti si stanno chiedendo cosa fare in azienda con gli scarti (mascherine, guanti, DPI, fazzoletti, ecc.) venuti a contatto con materiale organico potenziale fonte di contagio covid-19.

I più superficiali dicono che sia tutto da gestire come indifferenziato urbano, ma non è sempre così.

In molti si sono posti questa domanda e in molti si sono prodigati a dare la loro interpretazione, da quelle più semplicistiche a quelle più cautelative.

Essendo convinto che in queste situazioni, finché non vengono emesse linee guida chiare e inequivocabili, la soluzione migliore sia il buon senso, ho voluto informarmi, raccogliere e riordinare le indicazioni scritte in Dpcm, circolari del Ministero, indicazioni del’Istituto Superiore Sanità, bollettini della Regione Lombardia e pareri di esperti del settore.

 

Una volta ultimato questo lavoro ho deciso di metterlo a disposizione dei miei cari clienti, ma anche di tutti coloro che danno importanza, come me, ad una gestione sostenibile e corretta dei rifiuti.

 

Di seguito trovi una guida pratica-operativa che oltre a spiegarti come classificare il rifiuto, ti indicherà chiaramente come imballarli, quanto conservarli e come registrarli. Potrai capire come gestire i DPI (mascherine, guanti, etc.) e i fazzoletti utilizzati in azienda durante l’epoca Coronavirus, oltre ad altre preziose informazioni relative alla sanificazione degli ambienti.

Premesso che per il momento non sono state definite delle indicazioni ufficiali con linee chiare e definitive da parte del Governo e che potrebbero seguire dei nuovi aggiornamenti in merito, per il momento riteniamo comunque opportuno darvi i seguenti principi da seguire nella gestione di questi scarti.

 

Riferimenti:

– ordinanza Regione Lombardia 520 del 01/04/2020;

– nota dell’Istituto Superiore della Sanità (Iss) del 13/03/2020;

– DPR 254/2003;

– vari pareri di esperti specializzati in materia.

 

GESTIONE TIPO A:
RIFIUTI DPI E FAZZOLETTI NEL CASO IN CUI IN AZIENDA NON VI SIANO STATI CASI ACCERTATI DI COVID-19 E SIANO GIA’ GESTITI RIFIUTI “ASSIMILATI” AGLI URBANI“[…] 3. i rifiuti rappresentati da DPI (mascherine, guanti, etc.) utilizzati come prevenzione al contagio da COVID-19 e i fazzoletti di carta devono essere assimilati agli urbani ed in particolare devono essere conferiti al gestore del servizio nella frazione di rifiuti indifferenziati” Pertanto nel caso in cui:

– non vi siano stati casi accertati di COVID-19;

– l’azienda sia collocata in ambito municipale e abbia una quota parte dei rifiuti prodotti assimilabile agli urbani;

– tali strumenti siano utilizzati solamente al fine del contenimento del contagio e non per protezione durante le lavorazioni/in reparto;

I rifiuti di cui sopra potranno essere assimilati a quelli urbani e pertanto potranno essere smaltiti nella frazione indifferenziata conferibile al comune. Se l’azienda volesse gestire tali scarti in modo “privatistico”, dovrà utilizzare il codice CER 15.02.03 e conferirli presso impianto autorizzato. In ogni caso dovranno essere utilizzati almeno due sacchetti uno dentro l’altro o in numero maggiore in dipendenza della resistenza dei sacchetti. Essi devono essere chiusi, utilizzando guanti monouso, senza comprimerli utilizzando legacci o nastro adesivo. Quindi lo smaltimento dovrà procedere col Comune come da procedure già in vigore (porta a porta, o cassonetti) o con l’azienda privata incaricata.

 

GESTIONE TIPO B:
RIFIUTI DPI E FAZZOLETTI NEL CASO IN CUI IN AZIENDA NON VI SIANO STATI CASI ACCERTATI DI COVID-19 E NON SIANO GIA’ GESTITI RIFIUTI “ASSIMILATI” AGLI URBANI

 

Pertanto nel caso in cui:

– non vi siano stati casi accertati di COVID-19;

– l’azienda NON abbia una quota parte dei rifiuti prodotti assimilabile agli urbani;

– tali strumenti siano utilizzati sia per il contenimento del contagio sia per la protezione durante le lavorazioni/in reparto;

I rifiuti di cui sopra potranno essere gestiti unitamente (qualora sia una posizione già gestita) ai rifiuti gestiti con codice CER 15.02.02*/15.02.03. Qualora l’azienda non movimenti già questa posizione rifiuto, tali scarti dovranno essere gestiti comunque con codice CER 15.02.02* o 15.02.03.

In questo caso non si dovrà procedere ad alcuna “caratterizzazione” del rifiuto, in quanto tale rifiuto non deve essere sottoposto a manipolazione (per evitare possibili contagi). Si ritiene che in questo caso il produttore possa fornire una “scheda” identificativa del rifiuto in cui venga specificata la merceologia dello stesso (carta e/o plastica/lattice) e che non si può procedere ad analisi (per evitare contagi nel campionamento e nella fase analitica);

 

GESTIONE TIPO C:
RIFIUTI DPI E FAZZOLETTI NEL CASO IN CUI IN AZIENDA VI SIA STATO ALMENO UN CASO ACCERTATO DI COVID-19

Nel caso in cui la tua azienda abbia riscontrato dei casi dimostrati di COVID-19, allora la prassi deve essere chiaramente più stringente e cautelativa, e nello specifico deve fare riferimento al D.P.R. 254/2003. Tale Decreto del Presidente della Repubblica, definisce che tali scarti devono essere gestiti come “rifiuti speciali, prodotti al di fuori delle strutture sanitarie, che come rischio risultano analoghi ai rifiuti pericolosi a rischio infettivo. A questa tipologia di rifiuti deve essere attribuito il codice CER 18.01.03* – Rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni.

Tra le altre disposizioni, tale Decreto stabilisce inoltre all’art. 8:

 

– DEPOSITO TEMPORANEO, RACCOLTA E TRASPORTO: per garantire la tutela della salute e dell’ambiente, il deposito temporaneo, il deposito preliminare, la raccolta ed il trasporto devono essere effettuati utilizzando apposito imballaggio a perdere, anche flessibile, recante la scritta «Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo» e il simbolo del
rischio biologico, contenuti nel secondo imballaggio rigido esterno, eventualmente riutilizzabile previa idonea disinfezione ad ogni ciclo d’uso, recante la scritta «Rifiuti sanitari
pericolosi a rischio infettivo»;

 

– IMBALLAGGI: Gli imballaggi esterni di cui al paragrafo sopra devono avere caratteristiche adeguate per resistere agli urti ed alle sollecitazioni provocate durante la loro movimentazione e trasporto, e devono essere realizzati in un colore idoneo a distinguerli dagli imballaggi utilizzati per il conferimento degli altri rifiuti. In caso di necessità Smaltimento Assisitito è in grado di fornirvi sia gli imballaggi omologati idonei che il servizio di gestione e ritiro di questi rifiuti;

 

– DEPOSITO TEMPORANEO E REGISTRAZIONI SU DOCUMENTI UFFICIALI: il deposito temporaneo di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo deve essere effettuato in condizioni tali da non causare alterazioni che comportino rischi per la salute e può avere una durata massima di cinque giorni dal momento della chiusura del contenitore. Nel rispetto dei requisiti di igiene e sicurezza e sotto la responsabilità del produttore, tale termine è esteso a trenta giorni per quantitativi inferiori a 200 litri. La registrazione sul Registro di carico/scarico, di cui all’articolo 190 del D.Lgs. 152/2006, deve avvenire entro cinque giorni lavorativi (e non entro i dieci giorni lavorativi canonici).

 

Al fine di definire i confini temporali e di spazio, si ritiene opportuno stabilire che i DPI e fazzoletti da gestire come sopra sono quelli relativi agli ambienti in cui ha operato il caso COVID-19 accertato, dal giorno in cui è stato dichiarato tale fino al momento in cui gli ambienti interessati non sono stati sanificati, seguendo i criteri operativi richiesti dalla normativa.

 

Tali indicazioni le trovate all’interno della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 da parte del Ministero della Salute

al cui interno vi è un capitolo dedicato a Pulizia di ambienti non sanitari che definisce

 

“..i luoghi e le aree potenzialmente contaminate devono essere sottoposti a completa pulizia con acqua e detergenti comuni prima di essere nuovamente utilizzati. Per la decontaminazione, si raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio 0,1% dopo pulizia. Per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, utilizzare etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutro.  Durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti. Tutte le operazioni di pulizia devono essere condotte da personale che indossa DPI (filtrante respiratorio FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe, e seguire le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI (svestizione). Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto. Vanno pulite con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici e sanitari. La biancheria da letto, le tende e altri materiali di tessuto devono essere sottoposti a un ciclo di lavaggio con acqua calda a 90°C e detergente. Qualora non sia possibile il lavaggio a 90°C per le caratteristiche del tessuto, addizionare il ciclo di lavaggio con candeggina o prodotti a base di ipoclorito di sodio).”

*NOTA BENE*
In nessun caso questo scarti vanno mescolati insieme ai CER del disimballo tipo 15.01.01, 15.01.02, 15.01.06. Infatti questi rifiuti sono talvolta sottoposti a cernita manuale e pertanto tale gestione potrebbe esporre a rischi di contagio coloro che ricevono il rifiuto a destino.

 

Per le aziende che si trovano nella situazione della GESTIONE TIPO B e C e che non avessero chiaro come procedere, vi invitiamo a contattarci per darvi le opportune delucidazioni ed indicazioni operative al fine di rispettare la normativa, le norme igieniche e di sicurezza da attuare al fine di limitare il più possibile il contagio. 

 

Smaltimento Assisitito è pienamente operativo ed a vostra disposizione per l’eventuale fornitura di materiale da imballaggio omologato per i rifiuti potenzialmente infetti necessari.

 

La regolazione di questi aspetti è in continua evoluzione e potrebbero seguire nuovi aggiornamenti. Uno dei documenti più attesi è il “Protocollo per la sicurezza nei luoghi di lavoro” che dovrebbe essere emanato dal nuovo Comitato di esperti in materia economica e sociale nominato dal Governo in data 10/04. Pertanto continuerò ad aggiornare questo link affinché tu possa tenere monitorate tutte le novità.

 

Se la tua azienda è della provincia di Brescia o dintorni e hai bisogno di chiarimenti in merito a quanto sopra, non esitare a contattarmi o mandare la tua richiesta mediante il form qui sotto.

Se vuoi essere aggiornato in merito alle proroghe e alle deroghe introdotte a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19, ti consiglio di visitare anche questa pagina: GESTIONE RIFIUTI: Proroghe e deroghe a seguito Coronavirus

 

Buona vita e buon lavoro.

 

Luca Moretta
Esperto nella Gestione e Smaltimento dei Rifiuti Aziendali

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