ERRARE È UMANO, PERSEVERARE È DIABOLICO

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Personalmente stimo moltissimo le persone che sbagliano, perché chi sbaglia vuol dire che si è messo in gioco.

CHI NON FA NULLA, NON SBAGLIA MAI!

Nella mia vita mi è capitato di sbagliare, ma la cosa importante per me è sempre stata capire l’errore e CAMBIARE in modo da porvi rimedio.

ORA TOCCA A TE!

Io credo che leggendo i miei articoli, anche a te siano nati dei dubbi in merito ai tuoi fornitori e alla correttezza della tua attuale gestione dei rifiuti.

SE E’ COSI’ CONTINUA A LEGGERMI, PERCHE’ CI SONO ALTRI PROBLEMI DI CUI DOBBIAMO ANCORA PARLARE.

Prima di mettere sul piatto altri concetti e nuovi adempimenti da rispettare, oggi voglio portarti alcuni esempi che ho vissuto sulla mia pelle da esperto in gestione e smaltimento di rifiuti. Questo per farti capire quali sono i rischi di chi non si affida ad un PROFESSIONISTA CHE GESTISCE I RIFIUTI COME SE FOSSERO I SUOI, AL PUNTO TALE DI RIMBORSARE LE EVENTUALI SANZIONI.

Questa te la devo proprio raccontare!!!

Pochi giorni fa per lavoro mi ha chiamato Mauro, un imprenditore bresciano che ha ereditato dal padre l’attività si sabbiatura metalli di famiglia.

Si occupa della sabbiatura di particolari metallici per la rubinetteria. È una piccola azienda familiare, con 6 dipendenti oltre a Mauro.

Mi chiamava perché voleva una quotazione per lo smaltimento di un saccone di polvere. Siccome mi capitava di essere proprio nella sua zona, ho pensato che era una buona idea passare direttamente da lui per poter fare due parole a quattro occhi e raccogliere le informazioni necessarie.

Quando sono entrato nella sua officina, mi ha accolto in ufficio. Dopo essermi presentato, ho iniziato a porre le domande di rito per inquadrare bene la situazione del suo rifiuto.

Ci tengo a precisare che la sabbiatrice di un metallo in particolare è uno dei rifiuti più rognosi da gestire in assoluto. Non ho fatto domande strane, ho solamente chiesto a Mauro quale era il processo dal quale derivava il rifiuto, ma già alla seconda domanda, ha iniziato a guardarmi come se avesse di fronte una spia segreta della CIA e poi mi chiede:

“Ma te … cosa te ne frega di cosa faccio io? Questo è il CER che mi ha dato il mio consulente della sicurezza e ambiente! Fammi la quotazione e basta!”.

Appena ho cercato di spiegargli l’importanza di una corretta classificazione per evitare i rischi di sanzioni in caso di controlli, mi ha detto un’altra frase sconvolgente:

“Adesso vai fuori di qua, perché io non sopporto le persone che mi minacciano.

IO SONO TRANQUILLO, MI SEGUE IL MIO CONSULENTE SICUREZZA/AMBIENTE, MI FIDO DI LUI E NON MI HA MAI DETTO NULLA DI QUELLO CHE MI STAI DICENDO ADESSO!”

Di sicuro Mauro ha fatto bene ad affidarsi e fidarsi del suo consulente piuttosto che arrangiarsi da solo.

MA C’E’ UN PROBLEMA

Il codice CER che voleva farmi utilizzare per la sua sabbiatrice, ERA SBAGLIATO!

I consulenti tradizionali sono bravi per sicurezza, visite mediche, emissioni, scarichi, ma sui rifiuti non sono certamente degli esperti!! Nella mia esperienza mi è capitato solo una volta di trovare un consulente sicurezza/ambiente che era veramente competente anche nella materia rifiuti.

Per farti un esempio, sarebbe come andare dal proprio medico di base e chiedergli di operarti per l’appendicite. Tu ti faresti mai operare da lui nel suo studio?? Forse converrebbe recarti da un chirurgo SPECIALIZZATO se vuoi essere sicuro della riuscita dell’operazione.

Allo stesso modo, per i tuoi rifiuti, devi affidarti ad un ESPERTO SPECIALIZZATO IN QUESTA NORMATIVA.

Perché come ti ho già detto e ripetuto più volte, devi essere consapevole che SOLAMENTE TU SEI RESPONSABILE DELLA CORRETTA GESTIONE DEI TUOI RIFIUTI!!!!

Per darti una prova di questo ti dico che mi capita spesso di essere coinvolto da consulenti sicurezza/ambiente che si preoccupano veramente di aiutare i loro clienti, perché vogliono risolvere i loro problemi relativi ai rifiuti!

Ora ti parlo invece di un altro errore comune che mi trovo a fronteggiare durante le mie visite presso i miei potenziali clienti.

E’ il caso di Paolo, Ingegnere e responsabile ambientale di una importante azienda bresciana.

Dopo un primo contatto telefonico in cui mi spiegava le tipologie di rifiuti che la sua azienda produceva e smaltiva, mi chiedeva di effettuare una quotazione per lo smaltimento dei suoi scarti, ma soprattutto ci teneva a farmi presente la sua esigenza: “Fammi un buon prezzo, che devo risparmiare!”.

Come da nostra prassi aziendale, in quanto il nostro obiettivo non è il BANALE SMALTIMENTO dei rifiuti, ma la TUTELA DEI NOSTRI CLIENTI NELLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI, abbiamo proposto di effettuare un sopralluogo. Quando sono andato a trovare Paolo, subito dopo una prima ispezione veloce dei reparti, mi sono accorto che le tipologie di rifiuti che questo doveva gestire erano il doppio di quelle che attualmente smaltiva e che se le autorità preposte avessero effettuato un controllo presso questa azienda, non dovevano più occuparsi di cercare lo smaltitore più economico dei suoi rifiuti, ma direttamente un curatore fallimentare a causa delle innumerevoli sanzioni, amministrative e penali, a cui sarebbe dovuti andare incontro.

Era arrivato il momento di proporgli il mio METODO.

Ho consegnato una relazione al responsabile con indicati gli ambiti di intervento e le scadenze entro le quali era meglio muoversi, in modo da avere un elenco delle priorità da seguire e potersi attivare per PARARSI IL CULO da eventuali controlli a sorpresa…

MA PAOLO NON MI HA PIU’ RICHIAMATO

Si era spaventato per tutte le cose che avrebbero dovuto fare e per le spese da sostenere ed ha pensato che fare come gli struzzi, fosse la soluzione migliore. Testa sotto terra e faccio finta di non sapere niente.

MA LA VERA DOMANDA NON E’:

“ARRIVERANNO A FARTI UN CONTROLLO?”

MA INVECE

“QUANDO ARRIVERANNO A FARMI UN CONTROLLO?”

Dopo qualche mese, infatti, Paolo mi richiama, tra il terrorizzato ed il disperato e mi chiede un sopralluogo in giornata perché sono passati degli ispettori a fargli un controllo e hanno contestato all’azienda una GESTIONE ILLECITA DI RIFIUTI aggravata da altre inadempienze meno gravi.

Ho disdetto degli appuntamenti prefissati e mi sono recato di nuovo da Paolo, preoccupato dal tono della telefonata.

Non vi stupirà sapere che mi ha subito affidato la gestione degli scarti aziendali, dicendomi che i controllori gli avevano esattamente contestato tutto ciò che già gli avevo elencato io nella mia breve relazione e che AVREBBE DOVUTO ASCOLTARMI SUBITO.

Per quanto possibile, fortunatamente sono riuscito ad intervenire in tempo e “salvare” l’azienda da alcune criticità minori.

Purtroppo però, quando ormai i controlli sono stati fatti non si può più tornare indietro ed infatti dall’accusa di GESTIONE ILLECITA DI RIFIUTI non è stato possibile scappare.

Questo è un classico esempio di chi posticipa troppo e poi si ritrova a dover fare i conti con la realtà, che in questo caso significa multe a 4 o più zeri.

Adesso ti faccio l’ultimo esempio di errata gestione degli scarti, ma è importante che continui a seguirmi perché forse questo è uno degli errori più comuni tra gli imprenditori/responsabili dei rifiuti nelle aziende.

Mi ricordo benissimo quella volta che il mio collaboratore Simone mi chiamò sconvolto e mi disse: “Tu non ci crederai, ma oggi ho conosciuto un’azienda che smaltisce la tornitura di plastica con il codice CER degli imballaggi di plastica!”

A quel punto mi sono sentito in dovere di rincuorare e di incoraggiare Simone. Aveva iniziato a lavorare da poco con me e nonostante venisse da un’attività simile alla mia, non aveva l’abitudine di verificare la correttezza delle classificazioni dei produttori e stava imparando a sensibilizzare i produttori in merito alle loro responsabilità.

Analizzando la situazione di questo produttore, credo che sia fin troppo semplice immaginare quale potrebbe essere il problema di un’azienda che tornisce materiali plastici e per dimostrare la gestione dei suoi scarti esibisce agli enti di controllo un formulario con il CER – 15.01.02 riportante la dicitura IMBALLAGGI IN PLASTICA.

Ora ti chiederai: “Come ha fatto il responsabile della gestione di questo rifiuto a non accorgersi di questa incongruenza?”

La risposta è semplice. Ha affidato la classificazione dei suoi rifiuti ai suoi “esperti”, ovvero i suoi smaltitori, che non potendo gestire il codice corretto del rifiuto, lo hanno fregato facendogli firmare dei documenti in cui lui si assumeva la responsabilità della classificazione, però con il codice CER che gli serviva a loro.

Questo esempio è palese e tu adesso puoi controllare i tuoi codici CER.

Non tutte le furbate, però, sono così palesi e per scovarle serve un vero esperto.

Ora prenditi davvero pochi minuti (ti assicuro che ne vale la pena) e valuta la situazione attuale della tua azienda.

Prendi un foglio, segnati queste domande e dopo aver fatto le dovute considerazioni, dai una risposta.

1) Quando prendo in considerazione uno scarto, sono consapevole che ne ho la PIENA RESPONSABILITA’?

2) Sono sicuro che sto smaltendo tutti gli scarti che le mie lavorazioni aziendali producono? …e sono consapevole dei rischi che sto correndo se non fosse così?

3) Cosa potrebbe succedere alla mia azienda se continuo con la mia attuale gestione/non gestione di tutti gli scarti?

4) Cosa potrebbe succedere alla mia azienda se invece dovessi affidare la gestione dei miei scarti a Smaltimento Assistito di Luca Moretta?

5) Se dovessero effettuare un controllo presso la mia azienda oggi, a che conseguenze andrei incontro?

Intanto prova a dare una risposta a queste domande…

Tieni presente che non esistono risposte giuste o risposte sbagliate, questo esercizio serve a te per capire che approccio hai verso le problematiche legate ai rifiuti, e spetta a te prendere le corrette decisioni in base alle risposte che hai dato.

Dopo che hai risposto a tutte le domande, rileggiti quanto hai scritto e fatti un’ultima domanda: perché non chiamo Luca? Se trovi una risposta intelligente a questa domanda fammelo sapere, perché io ad oggi non trovo una ragione valida.

Fammi sapere qualcosa.

Buon lavoro e buona vita, te lo auguro perché chi lavora bene ha una vita buona.

Luca Moretta
Esperto nella Gestione e Smaltimento Rifiuti

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4 Commenti

  1. Enrico Bosi says:

    bravo!!!!, sono assolutamente d’accordo con te. Nella mia “carriera” di consulente ho trovato spesso queste e altre situazioni più gravi. Mi sono ritrovato molto nell’avventura di tal Mauro…era successo anche a me la stessa identica cosa…
    Poichè ci sono caduto anche io in un sopralluogo di ispettori ARPA quando ero Amministratore Unico di una azienda, ricordo a tutti che la gestione dei rifiuti non è solo una delle cose più difficili e rognose ma anche quella materia con le maggiori sanzioni pecuniarie. Oggi molto più di ieri diventa strategico, non solo obbligatorio, affidarsi a società competenti quale mi sembra essere senza alcun dubbio la vostra.
    Enrico Bosi
    Studio Bosi Dott.Enrico
    Ambiente Qualità Sicurezza

    • Luca Moretta says:

      Buongiorno Dott. Bosi, ringrazio per la stima.
      Le competenze che Lei ci attribuisce si acquisiscono circondandosi di personale motivato e serio che ogni giorno ha l’obiettivo di soddisfare e tutelare il cliente, pertanto solo se noi conquistiamo giorno per giorno le conoscenze nuove e necessarie possiamo avere la soddisfazione di raggiungere l’obiettivo.

  2. LUCIA FESTA says:

    LA SPIEGAZIONE E GLI ESEMPI SOPRA RIPORTATI SONO ESAURIENTI.
    PER POTER ATTRIBUIRE AI RIFIUTI I CODICI CER ADEGUATI SERVE UNA CONOSCENZA DI TUTTI I PROCESSI PRODUTTIVI, DEI PRODOTTI E SOSTANZE UTILIZZATI, E’ UNA RESPONSABILITA’ DEL TITOLARE DELL’AZIENDA O DI CHI PER ESSO EFFETTUA LA GESTIONE DELLA PRODUZIONE, ESSENDO A CONOSCENZA DELLE FASI E DELLE PROBLEMATICHE LAVORATIVE. PER QUANTO MI RIGUARDA COME IMPIEGATA MI SENTO DI DIRE CHE NON SONO IN GRADO DI VALUTARE L’ESATTEZZA DEI CODICI CER CHE GESTIAMO.

    • Luca Moretta says:

      Buongiorno Lucia.
      La tua percezione è più che giustificata, ma tu hai la fortuna, molti altri impiegati non ce l’hanno, che la tua proprietà è consapevole delle difficoltà e delle criticità dei rifiuti e pertanto hanno applicato il dogma del imprenditore accorto:
      bilancio = commercialista
      salute e ambiente = consulente della sicurezza
      rifiuti = esperto in gestione

      … ad ognuno le proprie competenze, non affidare la gestione dei rifiuti a nessuno o affidarla al consulente della sicurezza o peggio ancora allo smaltitore di turno, è troppo troppo troppo pericoloso!
      Buona giornata