CRONACA – SI PERÒ… AVETE ROTTO LE PALLE!

rotto

 

Buongiorno, oggi accantono la formazione perché sento l’esigenza di commentare i fatti di cronaca che giorno si e giorno si ci arrivano da giornali, telegiornali, internet, ecc.

Leggiamo di discariche abusive a cielo aperto a Manerbio, di ex camorristi che raccontano di aver sotterrato rifiuti pericolosi in varie parti della provincia di Brescia, e noi cosa facciamo? Ci facciamo prendere da un senso di FASTIDIO che dura dai 30 ai 60 secondi, poi cerchiamo un meccanismo mentale per toglierci questa sensazione negativa, e di solito ci diciamo: “ che persone senza scrupoli, per fortuna che noi non abbiamo nulla a che fare con loro!!”

MA C’E’ UN PROBLEMA

Tu che sei imprenditore e che decidi cosa fare dei tuoi rifiuti in realtà un ruolo nella corretta gestione dei rifiuti ce l’hai!

Tu non puoi pensare che cercando e scegliendo il fornitore solo ed esclusivamente in base a criteri economici sei certamente estraneo a queste dinamiche.

Di sicuro non è tua volontà o intenzione, ma di aziende disperate e spietate in nome del guadagno ne esistono in tutti i settori e probabilmente in quello dei rifiuti ce ne sono di più, altrimenti questa “bellissima” frase che mi sento ripetere tante volte non avrebbe fondamento:

“STAI ATTENDO A STARE NEI RIFIUTI PERCHE’ E’ UN MONDO FATTO DI DELINQUENTI”

SI PERO’ …. AVETE ROTTO LE PALLE!!!

In questo mondo si può stare anche da persona ONESTA. Io sono qui a lottare TUTTI I GIORNI insieme ai miei clienti per rispettare tutte le regole e le leggi di questo complicatissimo settore, per che cosa? La mia è una convinzione che va oltre la tutela del portafoglio del cliente, è la certezza che stare in un settore sputtanato con una certa moralità sia possibile e pensare che tutti assieme possiamo dare un piccolo esempio per rispettare l’ambiente, sia possibile.

Diciamocelo, le leggi sembrano a volte leziose e inutili, ma quando ti dicono che tu produttore dei rifiuti SEI RESPONSABILE DI VERIFICARE IL DESTINO DEI TUOI RIFIUTI, per quanto astratto possa sembrare, significa che devi andare a fondo e guardare bene cosa c’è dietro all’offerta commerciale che ti propone uno smaltitore di rifiuti.

Con questo non voglio dire che i miei concorrenti si rivolgano a destini loschi, però ci tengo a sottolineare che i miei destini sono stati personalmente VISITATI, CONFRONTATI, CONTROLLATI e quindi scelti non solo per questioni economiche. Io propongo ai miei clienti solo la migliore soluzione ECONOMICA-ECOLOGICA che offra il mercato.

Prima di lasciarvi all’articolo del “Corriere della sera” che ha scatenato questa mia indignazione, vi racconto un fatto che mi è capitato nella mia valle, giusto per capire che queste cose sono molto più vicine e quotidiane di quanto pensiamo.

Un giorno dopo qualche settimana di studio, mi sono trovato a discutere la mia offerta per lo smaltimento di un liquido in quantità costanti e importanti di un’azienda con tanti dipendenti. Concedetemi l’approssimazione perché non voglio infastidire nessuno.

Visti i volumi in ballo avevo confezionato insieme al mio impianto un’offerta che era risicata all’osso perché ci piaceva l’idea di avere fra i nostri clienti un’azienda importante come questa.

Quando io ho esposto  i miei prezzi sul volto del loro referente è apparso un sorriso di sbeffeggio che premetteva alla sua seguente affermazione un chiaro segno di superiorità.

Il sorrisino mi diceva: “Povero Luca sembrava che avessi la soluzione migliore del mondo invece ….”

Le sue parole furono: “Abbiamo un prezzo migliore del 30%”

Io in modo educato ho ringraziato per il tempo che mi avevano dedicato e me ne sono andato.

Ma volete sapere da quel giorno qual è la mia preoccupazione?

Spero fortemente di sbagliarmi, ma quel mio prezzo ridotto del 30% non è pari ai costi minimi di impianto per gestire in modo corretto questo rifiuto, e quindi sono preoccupato che questo liquido non venga trattato in modo corretto.

NON SI PUO’ SCEGLIERE LO SMALTITORE SOLO PER IL PREZZO E SENZA AVERLO CONTROLLATO!!! LA RESPONSABILITA’ E’ TUA, STAI ATTENTO.

Io continuo a coltivare il mio sogno, che piano piano si sta trasformando in un obiettivo, perché immaginando l’impossibile si realizzano grandi cose.

UNITI NEI RIFIUTI, SERENI NELL’AMBIENTE

Sotto trovate le tristi rivelazioni dell’ex camorrista Perrella.  Qualcuno dovrà pur far qualcosa! Iniziamo dal nostro orticello.

 

L’INTERVISTA: NUNZIO PERRELLA RACCONTA

Il boss dei rifiuti: «Brescia è piena 
di scorie e il business non è finito»

L’ex camorrista Nunzio Perrella racconta: «La magistratura bresciana conosce tutti i nomi, siete la terra delle braci coperte. Nei centri di stoccaggio cambiano i codici»

di Pietro Gorlani

foto cavicchi

 

Se tra Napoli e Caserta esiste la «terra dei fuochi» per il Bresciano è meglio parlare di «terra delle braci coperte». Perché i milioni di tonnellate di scorie smaltite in passato nelle vecchie cave (illegali e non) o sotto le strade proseguono la loro azione tossica. Parola di Nunzio Perrella, ex camorrista specializzato nel traffico di rifiuti, che già nel 1992 (all’indomani del suo arresto) aveva rivelato agli inquirenti le coordinate degli illeciti. Riportate ora nel libro «Oltre Gomorra. I rifiuti d’Italia» scritto insieme al giornalista Paolo Coltro, che verrà presentato domani alle 18 alla libreria Feltrinelli, in città. Il suo nome è conosciuto nel bresciano dal 17 novembre scorso, quando nella trasmissione Nemo (Rai 2), rivolgendosi a Gigi Rosa, un ambientalista di Montichiari, aveva detto: «Voi siete messi peggio di noi». Dove per «noi» sottintendeva appunto la Terra dei Fuochi . E aveva elencato i nomi dei paesi dove in passato sarebbero stati interrati rifiuti in modo illecito: «Montichiari, Ospitaletto, Castegnato, Rovato». Dichiarazioni in base alle quali, in queste settimane, è stato ascoltato più volte dai magistrati bresciani, come ha ricordato lo stesso procuratore aggiunto Sandro Raimondi, coordinatore della Direzione distrettuale antimafia.

Perrella, lei nel suo libro parla di Brescia come crocevia (inter)nazionale del traffico di rifiuti. 

« Brescia è la provincia che in tutto il Nord Italia ha ricevuto più rifiuti. Gli smaltimenti avvenivano anche a Bergamo, Torino, Alessandria. Ma soprattutto a Brescia, dove è arrivata roba dall’Est Europa, dall’Austria, dalla Romania. Ci sono zone come Montichiari, Ospitaletto, Passirano (cita la discarica Vallosa, ndr ) dove è stato portato di tutto. Un traffico del quale noi (sottintesi i camorristi, ndr ) siamo venuti a conoscenza solo nel 1989 quando abbiamo incominciato a trasportare scorie nel Sud Italia, perché il Nord ormai era pieno. Ma prima i proprietari delle discariche non pagavano la Camorra. Il business era loro». 

Chi erano e chi sono i signori dei rifiuti nel Bresciano? 

«I proprietari delle discariche, chi fa calcestruzzi, ditte di costruzioni che prendono i rifiuti e li mescolano agli inerti per poi riutilizzarli sotto strade e autostrade (e fa una serie di nomi che sono però oggetto di indagine, ndr ). Il giro è sempre quello. Nel 50 per cento dei casi si rivolgono a ditte di trasporto, anche campane o calabresi, ma i padroncini spesso non sono a conoscenza di quello che trasportano». 

Nel 1992 lei ha già denunciato questi traffici o lo ha fatto solo recentemente ? 

«Già 25 anni fa dissi ai magistrati: “vi faccio vedere dove hanno interrato i rifiuti. Andiamo a prenderli con le mani nella marmellata”. Non è stato fatto. Verrebbe voglia di andare a prendere quelle scorie e portarle davanti alle procure. Fatti che ho raccontato anche recentemente. Cose di cui non posso parlare al telefono. Ma i nomi la magistratura bresciana li conosce». 

Brescia, città industriale, produce molte scorie e anche per questo ha bisogno di discariche. Oggi però sono tutte autorizzate e controllate, le direbbe chi non vuole accostare Brescia alla Terra dei Fuochi. 

«Il rifiuto allora dovrebbe andare direttamente in discarica. Spiegatemi perché siete pieni di centri stoccaggio. Glielo dico io: lì arrivano i rifiuti e gli cambiano i codici Cer. E da pericolosi diventano speciali o non pericolosi. Quei centri vanno eliminati. Io faccio anche un altro discorso: servirebbero leggi per vietare la produzione di sostanze pericolose. O comunque si dovrebbe imporre a chi le produce di renderle innocue. Invece continuano a spostarle. E ad ogni passaggio si guadagnano una montagna di soldi. Comprare e vendere monnezza non è un bel lavoro ma tutti quelli che lo fanno sono miliardari. Ed i signori delle discariche sono tutti inseriti nel tessuto sociale di “serie A”, con buone conoscenze nella politica». 

Scusi, ma i controlli? 

«Le rispondo con un esempio personale. Io mi appoggiavo ad una discarica in Campania: quando c’erano i controlli ci avvertivano. E ogni volta arrivava sempre un tecnico nuovo, che trovava tutto in regola. Si deve andare alla fonte dei rifiuti, direttamente dagli industriali che li producono». 

Corriere della Sera ON LINE sezione Brescia / Cronaca

pgorlani@corriere.it 

16 febbraio 2017 | 09:03

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Buon lavoro e buona vita, te lo auguro perché chi lavora bene ha una vita buona.

Luca Moretta
Esperto nella Gestione e Smaltimento Rifiuti

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1 Commento

  1. Tiziana says:

    Buonasera Luca

    quanto letto mi rattrista vermente molto.

    Sono però d’accordo su un punto molto importante: siamo capaci solo di lamentarci e di scandalizzarci davanti a certe notizie ma quando siamo chiamati a fare delle scelte purtroppo, ancora in troppi, pensano solo al “portafoglio” dimenticando il mondo che ci circonda e che lasceremo ai nostri figli.