CHI METTE LA CILIEGINA SULLA TORTA?

 

tu

Eccomi finalmente giunto al dunque!

Oggi ti parlerò dell’ultimo e fondamentale passaggio per classificare un rifiuto.

Abbiamo visto come e quali dati devi raccogliere sulla composizione del rifiuto anche in base alla tipologia di codice CER individuato: ora bisogna usare bene queste informazioni, perché sono importantissime per TUTELARTI.

Ti ho già detto e ripetuto che:

 L’UNICO RESPONSABILE DI UNA CORRETTA CLASSIFICAZIONE SEI TU! 

In qualità di produttore del rifiuto.

Credo di sfondare una porta aperta dicendoti che il 99% dei produttori non può avere le competenze necessarie per svolgere una classificazione di un rifiuto dalla A alla Z, e allora…

Tu che sei l’unico responsabile, come hai scelto ed individuato la persona a cui affidare questa attività delicatissima?

INFATTI C’E’ UN PROBLEMA

Intermediari e consulenti non hanno nessuna responsabilità legale in merito alle indicazioni che ti forniscono.

Per questo ti spiegano poche cose e confidano nella tua fiducia, in modo da essere più liberi sui metodi di gestione dei tuoi scarti, talvolta trascurando gli obblighi e la tutela del cliente (cioè la tua) per concentrarsi sull’ ottimizzazione dei loro guadagni.

Ti invito a valutare molto attentamente il loro operato:

Sei sicuro che la loro priorità sia quella di tutelare la tua azienda?

Non credo affatto!

Ti chiedo questo perché non passa settimana senza che mi imbatta in aziende che smaltiscono i rifiuti con il codice sbagliato e/o con le caratteristiche di pericolo sbagliate e/o spendendo soldi di analisi inutilmente e/o

La settimana scorsa ero a Marcheno da un’azienda non mia cliente che buratta manufatti metallici principalmente di acciaio. Durante la conversazione relativa alla classificazione del rifiuto sono rimasto sorpreso quando mi hanno detto che il rifiuto è classificato come pericoloso CER 12.01.14, ma la cosa che ancora una volta mi ha infastidito è stata la risposta alla mia domanda:

Luca: perché è pericoloso?

Azienda: BOHH, me l’ha detto il mio smaltitore!

ORA BASTA, BASTA, BASTA!

Tu hai solo 2 possibili strade:

  • seguirmi per capire come funzionano i rifiuti e di conseguenza controllare cosa ti fanno fare gli altri coi tuoi rifiuti
  • individuare un operatore del settore che ti ispiri fiducia e abbia testimonianze accreditate relative alla sua professionalità e disponibilità con il produttore

Se a questo punto non hai ancora mollato tutto per chiamarmi continua a leggere perché ti darò tutte le informazioni utili per individuare e valutare i tuoi partner nella gestione dei rifiuti!

Non voglio che produttori interessati a rispettare la normativa e l’ambiente siano fregati da operatori FURBETTI che circolano liberamente nel mondo dei rifiuti.

Tornando alla nostra classificazione ti elenco gli ultimi due aspetti che devi valutare per completare la caratterizzazione dei tuoi rifiuti:

  1. Le caratteristiche di pericolo;
  2. La classificazione ADR.
  1. Le caratteristiche di pericolo.

Come già ti ho anticipato negli articoli precedenti, un rifiuto può essere classificato come PERICOLOSO o NON PERICOLOSO. Tuttavia questa differenziazione non basta. Nello stesso modo e con lo stesso metodo delle sostanze e dei preparati chimici, anche i rifiuti quando sono PERICOLOSI, devono essere classificati in una o più caratteristiche di pericolo, fra le 15 esistenti.

Il regolamento (UE) n.1357/2014, entrato in vigore il 1° giugno 2015, le elenca tutte 15 con i relativi limiti, valori che determinano l’appartenenza o meno di un rifiuto/sostanza ad una o ad un’altra classe di pericolo.

Quindi per determinare quali caratteristiche di pericolo devi assegnare al tuo rifiuto bisogna conoscere le concentrazioni degli elementi pericolosi presenti in esso.

Ovvero devi prendere le informazioni che hai raccolto con l’attività di CARATTERIZZAZIONE del rifiuto (articolo “Servono sempre le analisi per smaltire un rifiuto?”) e confrontarle con i relativi limiti.

Ora devo farti un’altra confidenza scomoda:

IL LABORATORIO DI ANALISI NON E’ RESPONSABILE DELLE CARATTERISTICHE DI PERICOLO CHE ATTRIBUISCE AL RIFIUTO NEL CERTIFICATO!

Non odiarmi ma è così!

Io ti devo tutelare e non posso farlo se tu non sei consapevole di quali siano le tue responsabilità!

Infatti non ti faccio la domanda provocatoria:

“Di chi è la responsabilità di attribuire le caratteristiche di pericolo di un rifiuto?”;

non te la faccio perché sarebbe un’offesa alla tua intelligenza.

Chiaramente ancora una volta la responsabilità è tua! Io so già cosa stai pensando: se il laboratorio non è responsabile, io che non ho conoscenze chimiche e normative come faccio a controllare quali caratteristiche di pericolo devo attribuire?

La risposta ancora una volta è molto semplice e te l’ho già detto anche le settimane scorse, sia che tu faccia fare un’analisi chimica, un’analisi merceologica, una valutazione di processo, devi mettere a disposizione delle persone incaricate tutte le informazioni necessarie e utili per caratterizzare il rifiuto.

E’ l’unico modo per appellarti alla negligenza del valutatore!!!

Se tu gli dai un liquido dicendo: “queste sono le mie emulsioni, fammi le analisi” la persona che riceve l’incarico è legittimata non solo a sbagliare le caratteristiche di pericolo, ma anche il codice CER, perché ne esistono almeno 6 e se tu non gli descrivi il processo lui non può azzeccarlo, salvo un colpo di fortuna.

Una volta mi trovavo in un’ azienda che ha solo macchine per lo stampaggio di acciaio e mi chiedeva di smaltirgli:

CER 12.01.09* … emulsioni non clorurate da lavorazione superficiale di metalli

Stupito, gli dissi che non pensavo avessero anche centri di lavoro, e loro mi guardarono come per dire: “Sei scemo? Ti ho appena fatto vedere tutta l’azienda, abbiamo solo lo stampaggio!”

La cosa era stranissima, da dove arrivavano le emulsioni non clorurate di lavorazioni superficiali di metalli?

Alla fine ho scoperto che siccome avevano detto al loro consulente ambientale che avevano uno scarto liquido composto da acqua e olio, gli avevano consigliato di usare il CER 12.01.09*. In realtà il loro rifiuto decade da una lavapavimenti e come tale NON PUÒ AVERE il CER 12.01.09*.

Di chi era la responsabilità del CER sbagliato?

  1. La classificazione ADR.

Quando si parla di rifiuti pericolosi è necessario valutare se questi rientrano anche nell’applicazione della normativa ADR, che regolamenta i movimenti su strada di merci e rifiuti pericolosi.

Questa coinvolge tutti gli operatori responsabili (produttore, trasportatore e destinatario) della gestione corretta dei rifiuti.

La norma ADR si applica solo ai rifiuti che posseggono quelle caratteristiche di pericolo che possono determinare rischi nella fase del trasporto su strada quali, ad esempio, gli infiammabili, i tossici, i corrosivi ed eco-tossici.

Per individuare correttamente la eventuale classificazione ADR è necessario conoscere:

  • Le schede di sicurezza dei prodotti che lo hanno generato;
  • La tipologia e descrizione della lavorazione che ha determinato il rifiuto;
  • Caratteristiche di pericolo del rifiuto.

Sulla base di questi dati verrà determinata la classificazione ADR del rifiuto e le relative procedure da rispettare prima, durante e dopo il trasporto.

Il mancato rispetto della norma ADR prevedere sanzioni non solo nell’ambito dell’applicazione del Codice della Strada ma anche in quello ambientale e per questo motivo è necessario che ogni azienda, qualora i rifiuti che produce rientrino in questa normativa, faccia effettuare uno studio da parte di un professionista della materia.

Se le tue conoscenze ADR sono paragonabili a quelle di un gatto non preoccuparti, sei nella media!

Infatti quando spiego alle aziende che smaltiscono rifiuti ADR in modo inconsapevole, sbarrando con superficialità “ADR – SI” nell’apposito campo del formulario, il rischio di essere sanzionati fino a 48’000€ per inadempienza delle prescrizioni ADR, devo raccogliere le loro mandibole!

Nessuno parla di ADR, e di sicuro prima di preoccuparsi di questo aspetto bisogna sistemare la normativa rifiuti, ma se succede un incidente con danni cagionati dalla pericolosità del rifiuto ADR è giusto che conosciate il rischio penale che vi aspetta.

Non voglio dilungarmi oltre perché la cosa è molto complessa.

Colgo l’occasione per ringraziare il nostro consulente ADR di fiducia Ing. Daniele Antelmi che mi ha aiutato nella stesura del testo relativo all’ADR e con il quale diamo supporto a tutti i nostri clienti che ne fanno richiesta.

Oggi abbiamo visto l’ultimo passaggio di una caratterizzazione fatta come si deve.

Ho scritto quanto ritengo utile affinché tu non faccia parte delle aziende che si sono fidate ciecamente, un po’ per mancanza di tempo ed un po’ per mancanza di conoscenze, del proprio fornitore abituale senza mai verificare ed informarsi se ciò che facevano era corretto o meno.

Queste aziende purtroppo devono PAGARE A PROPRIE SPESE il prezzo di essersi affidate ad un partner che, essendo a conoscenza della sua NON RESPONSABILITA’, consiglia gestioni più o meno idonee, mettendo a rischio la solidità dei clienti per tutelare il suo interesse personale.

Se ritieni di non avere sufficienti elementi per valutare l’operato dei tuoi attuali partner, è giunto il momento di rompere l’inerzia in cui ti trovi.

Scrivimi subito per avere anche tu la “MIA RADIOGRAFIA”, e ti dirò qual è la salute della tua azienda.

L’unico rischio che corri è quello di smettere di correre rischi.

Scrivimi ora a luca@smaltimentoassistito.it

La settimana prossima faremo un riepilogo di quanto trattato fino ad oggi per riordinare le idee e prepararci ad affrontare i primi aspetti di una corretta gestione pratica dell’accumulo dei rifiuti.

Buon lavoro e se hai dubbi o curiosità lascia un commento qua sotto: ti risponderò appena possibile.

Luca Moretta
Esperto nella Gestione e Smaltimento Rifiuti

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1 Commento

  1. LUCIA FESTA says:

    Tutto quello che è stato descritto nell’articolo è veritiero. Ho lavorato in uno studio di Commercialisti e la normativa dei rifiuti non veniva trattata, in seguito sono passata alla piccola/media Industria ed ho visto che la gestione dei rifiuti era di competenza di impiegati senza formazione specifica in materia oppure di impiegate contabili. Anche ora la formazione non viene fatta.
    Distinti saluti.
    Lucia.