CHI DEVE ATTRIBUIRE IL CODICE CER? E COME LO DEVE FARE?

dubbio e certezza

 

Ed eccoci di nuovo al nostro appuntamento settimanale…

Anche nell’articolo di oggi, come già ti ho anticipato, continuerò a parlarti dei codici CER.

In questa settimana avrai sicuramente pensato a quanto ti ho detto nell’articolo precedente!!

È importantissimo infatti conoscere come è fatto ed a cosa serve un codice CER, se si vuole essere degli IMPRENDITORI ACCORTI, che non valutano solamente l’impatto economico dei rifiuti.

Se ti stai chiedendo perché mi preoccupo tanto di spiegarti com’è strutturato un codice CER, ti faccio una contro domanda, e siccome ci tengo ad informarti, ti agevolo con alcune opzioni di risposta:

A chi spetta il compito di attribuire il codice CER ad un rifiuto?

  1. AL PRODUTTORE

  2. ALLO SMALTITORE

  3. ALL’INTERMEDIARIO

  4. ALLA MOGLIE DEL CAPO

La risposta è molto semplice, e ben presto capirai che è sempre la stessa:

AL PRODUTTORE.

PERO’ C’E’ UN PROBLEMA!

Nelle azienda, molti degli addetti con responsabilità legali in ambito di gestione dei rifiuti, non so se per superficialità o per comodità, si affidano ad un partner scelto per motivi diversi, che troppo spesso svolge l’attività di attribuzione CER pensando ai propri interessi, che non sempre coincidono con quelli del produttore.

Questi partner sono consapevoli, soprattutto, che IN OGNI CASO se l’attribuzione fosse sbagliata, a PAGARNE le conseguenze sarebbe sempre e comunque IL PRODUTTORE e non lui.

Presumo che ora avrai capito quanto sia importante tenere in considerazione l’affidabilità e la competenza dei fornitori a cui ti affidi, in quanto sul loro corretto operato e sulla loro corretta gestione dei TUOI rifiuti, la RESPONSABILITA’ rimane SEMPRE E COMUNQUE TUA.

Questo significa che, se per errore o comodità, i tuoi fornitori dovessero ad esempio gestire i tuoi rifiuti con dei codici CER errati, nel momento di una verifica da parte delle autorità competenti la persona che verrà interpellata e che dovrà giustificare il suo operato sarai TU e non il tuo fornitore, ma soprattutto non basterà dire “il mio fornitore mi ha detto che dovevo fare così” per salvarsi IL CULO!

Per aiutarti ancora di più e per riuscire a darti le necessarie competenze in modo da poter assegnare i codici CER corretti ai tuoi rifiuti, ora voglio spiegarti bene come fare.

La settimana scorsa ti ho spiegato come è composto e cosa indica il codice CER, ora voglio spiegarti come trovare il codice giusto per i rifiuti che la tua azienda produce.

Come ti ho già spiegato, il codice CER è composto da 3 coppie di numeri, ora provo a farti capire come identificare la giusta combinazione in base alle lavorazioni della tua azienda (o perlomeno come mi comporto io quando devo classificare un rifiuto), attraverso questi 4 PASSAGGI.

Per identificare un rifiuto nell’elenco occorre procedere come segue:

1- Identifica la lavorazione che genera il rifiuto. Consulta le MACRO CATEGORIE da 01 a 12 o da 17 a 20 per risalire al codice a sei cifre riferito al rifiuto in questione, ad eccezione dei codici che terminano con le cifre 99.

Occorre rilevare che è possibile che un’azienda debba classificare le proprie attività in MACRO CATEGORIE diverse, come dagli esempi che ti riporterò più avanti.

2- Se nessuno dei codici delle MACRO CATEGORIE da 01 a 12 o da 17 a 20 si presta per la classificazione di un determinato rifiuto, occorre esaminare i capitoli 13, 14 e 15 per identificare il codice corretto.

3- Se nessuno di questi codici risulta adeguato, occorre definire il rifiuto utilizzando i codici al numero 16.

I capitoli da 13 a 16, sono delle famiglie di codici che sono comuni a tutte le tipologie produttive (per intenderci, contengono rifiuti che possono essere prodotti da svariate tipologie di aziende e non sono riconducibili SOLAMENTE ad una particolare tipologia produttiva). Ad esempio oli esauriti, solventi e refrigeranti, rifiuti di imballaggio ecc.

4- Se un determinato rifiuto non è classificabile neppure mediante i codici al numero 16, occorre utilizzare il codice 99 (rifiuti non specificati altrimenti) preceduto dalle cifre della MACRO CATEGORIA che corrisponde all’attività identificata nella prima fase.

Una nota particolare meritano i codici che terminano con 99.

Con la volontà di rendere questo elenco valevole per TUTTI i rifiuti, il legislatore, ha aggiunto ad ogni elenco di SOTTO CATEGORIA un codice xx.yy.99 con dicitura “Rifiuti non specificati altrimenti”.

È stato pensato per ricomprendere quei rifiuti che non trovano collocazione negli elenchi dettagliati, ma i codici che terminano con 99 sono l’ultima spiaggia, da evitare il più possibile, perchè?

Perché a causa di un abuso di questi “codici generici” da parte di alcuni operatori del settore, le autorità preposte si stanno da qualche anno opponendo all’utilizzo dei CER con finale 99.

 

Mi auguro che ora sia più chiaro come funziona l’attribuzione e cosa sia un codice CER.

Devo però farti presente che è possibile che una determinata azienda debba classificare le proprie attività da cui decadono i rifiuti in capitoli diversi, anzi è una situazione molto ricorrente.

Ora ti presenterò alcuni esempi che mi trovo ad affrontare nelle mie attività giornaliere, in modo da farti capire come approcciarti quando devi assegnare ad un tuo rifiuto il codice CER.

Proviamo ad identificare alcuni dei RIFIUTI TIPICI delle OFFICINE MECCANICHE e vediamo come attribuire il loro codice CER appropriato.

ESEMPIO 1

Prenderò ad esempio, un rifiuto che un’officina meccanica DEVE ASSOLUTAMENTE smaltire correttamente, l’EMULSIONE (o OLIO EMULSIONABILE o ACQUA GLICOLE).

Tra le MACRO CATEGORIE, sicuramente la più appropriata per un’azienda di questo tipo è la 12“Rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica”.

Ora dobbiamo individuare la SOTTO CATEGORIA nella quale possiamo trovare il nostro rifiuto specifico.

Alla MACRO CATEGORIA 12, le possibili SOTTO CATEGORIE sono:

  • 01.zz – Rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica
  • 03.zz – Rifiuti prodotti da processi di sgrassatura ad acqua e a vapore

Senza ombra di dubbio, stiamo parlando di 12.01 nel caso delle EMULSIONI.

Ma non finisce qui… se leggiamo i rifiuti elencati all’interno della SOTTO CATEGORIA 12.01, in merito alle emulsioni, troviamo due voci che le individuano, e sono:

  • 01.08* – Emulsioni e soluzioni per macchinari, contenenti alogeni;
  • 01.09* – Emulsioni e soluzioni per macchinari, non contenenti alogeni;

a questo punto, infatti, essendo arrivati a definire la TIPOLOGIA DEL RIFIUTO, bisogna verificare se l’olio emulsionabile che viene acquistato, contiene alogeni o no. Questa informazione, può conoscerla solamente chi è in possesso delle schede di sicurezza dei prodotti utilizzati. Consultando questi documenti, infatti, si capisce da cosa sono composte le sostanze che vi state preparando a smaltire.

ESEMPIO 2

Un altro esempio, sempre per le officine meccaniche è lo smaltimento degli STRACCI e del MATERIALE ASSORBENTE.

La lavorazione è sempre la stessa, ma se consultiamo l’elenco dell’attività in cui abbiamo individuato l’emulsione (12.01.) … prova a farlo…

CLICCA SUBITO QUI

…hai visto?

Non c’è nessun codice che identifica questo rifiuto (stracci e materiale assorbente). Segui il procedimento che ti ho detto prima, guarda se in uno dei CER COMUNI (13 – 14 – 15 – 16) vi è un CAPITOLO appropriato.

Direi che 15 – Rifiuti di imballaggio; assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi (non specificati altrimenti) è proprio quello che cerchiamo!!

Questo è un classico esempio di rifiuto comune a più generi di attività pertanto anziché inserirlo in tutti gli elenchi delle singole attività è stata creata una CATEGORIA comune a più lavorazioni.

Ora dobbiamo trovare la SOTTO CATEGORIA corretta tra:

  • 01.zz – Imballaggi (compresi i rifiuti urbani di imballaggio oggetto di raccolta differenziata)
  • 02.zz – Assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi

Sicuramente, per gli STRACCI e il MATERIALE ASSORBENTE, stiamo parlando di un 15.02.zz.

Ora dobbiamo trovare il codice CER giusto tra:

  • 02.02* – Assorbenti, materiali filtranti (inclusi filtri dell’olio non specificati altrimenti), stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose;
  • 02.03 – Assorbenti, materiali filtranti, straccci e indumenti protettivi, diversi da quelli di cui alla voce 15.02.02

Per capire quale dei due dobbiamo utilizzare, come per l’esempio precedente, devo conoscere da quali sostanze gli STRACCI e il MATERIALE ASSORBENTE sono contaminati. Se sono contaminati da sostanze pericolose, sceglierò il primo, viceversa il secondo.

ESEMPIO 3

Ultimo esempio, che vale per tutte le aziende, indipendentemente dalle lavorazioni che effettuano, riguarda lo smaltimento dei COMPUTER VECCHI (esclusi i MONITOR).

Come per l’esempio di prima, è facile capire che questo rifiuto non deriva da attività specifiche, ma al giorno d’oggi è un rifiuto comune per tutte le aziende.

Partendo da questo presupposto, è facile intuire che non troverò questo rifiuto nei capitoli da 01 a 12 e da 17 a 20, dovrò quindi cercare dal 13 al 15 e se non è presente in nessuno di questi, guardare nel 16.

Verificando le voci dei capitoli dal 13 al 15, non trovo quello che sto cercando e quindi guardo nell’ultima MACRO CATEGORIA rimasta, cioè la 16 – Rifiuti non specificati altrimenti.

Guardando le SOTTO CATEGORIE trovo la più appropriata:

  • 01.zz – Veicoli fuori uso appartenenti a diversi modi di trasporto (comprese le macchine mobili non stradali) e rifiuti prodotti dallo smantellamento di veicoli fuori uso e dalla manutenzione di veicoli (tranne 13,14,16.06 e 16.08);
  • 02.zz – Rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche;
  • 03.zz – Prodotti fuori specifica e prodotti inutilizzati;
  • 04.zz – Esplosivi di scarto;
  • 05.zz – Gas in contenitori a pressione e sostanze chimiche di scarto;
  • 06.zz – Batterie ed accumulatori;
  • 07.zz – Rifiuti della pulizia di serbatoi e di fusti per trasporto e stoccaggio (tranne 05 e 13);
  • 08.zz – Catalizzatori esauriti;
  • 09.zz – Sostanze ossidanti;
  • 10.zz – Rifiuti liquidi acquosi destinati ad essere trattati fuori sito;
  • 11.zz – Rifiuti di rivestimenti e materiali refrattari

Senza dubbio stiamo parlando del codice 16.02.zz.

Ora, per capire quale è il codice corretto, valuto tutti quelli all’interno di questa SOTTO CATEGORIA:

  • 02.09* – Trasformatori e condensatori contenenti pcb;
  • 02.10* – Apparecchiature fuori uso contenenti pcb o da essi contaminate, diverse da quelle di cui alla voce 16.02.09;
  • 02.11* – Apparecchiature fuori uso, contenenti clorofluorocarburi, hcfc, hfc;
  • 02.12* – Apparecchiature fuori uso, contenenti amianto in fibre libere;
  • 02.13* – Apparecchiature fuori uso, contenenti componenti pericolosi diversi da quelli di cui alle voci da 16.02.09 a 16.02.12;
  • 02.14 – Apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 16.02.09 a 16.02.13;
  • 02.15* – Componenti pericolosi rimossi da apparecchiature fuori uso;
  • 02.16 – Componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da quelli di cui alla voce 16.02.15.

Siccome stiamo parlando solamente dei PC, per capirci gli “scatolotti”, che non contengono sostanze pericolose, il codice del nostro rifiuto sarà 16.02.14.

Ho voluto riportarti gli esempi sopra, in quanto sono abbastanza caratteristici di tutti le varie situazioni in cui un produttore di rifiuti può imbattersi nel caso in cui fa parte dell’ELITE’ degli IMPRENDITORI ACCORTI ed è interessato a classificare correttamente i propri rifiuti, e lo fa perché conosce i RISCHI a cui potrebbe andare incontro se dovesse procedere ad una classificazione sbagliata, basata sulle indicazioni del proprio fornitore.

Nell’esempio 1 l’attività specifica dell’azienda è fondamentale per la definizione del codice CER. Nell’esempio 2, non avendo trovato la tipologia di attività nei codici da 01 a 12 e da 17 a 20, ricorro ai codici compresi tra 13 e 15, chiamati CODICI GENERICI.

Nell’esempio 3, invece utilizzerò un codice che fa parte della MACRO FAMIGLIA 16, cioè dei codici CER non specificati altrimenti.

Adesso che ti ho spiegato come si deve attribuire un codice CER ai propri rifiuti, ti invito ad effettuare una valutazione su tutti gli scarti che la tua azienda smaltisce e verificare che siano tutti correttamente attribuiti.

Sappi che questa attività non è ne facile ne scontata.

Io tutti i giorni mi trovo a confrontarmi per situazioni che richiedono esperienza e conoscenza, ma provaci, lo devi alla tua azienda e al tuo futuro!!! Se poi ti rimangono dei dubbi, io sono qui!

Ti invito a contattarmi al seguente indirizzo, saprò sicuramente aiutarti e valutare insieme a te se ciò che stai facendo è corretto oppure sei SANZIONABILE.

SCRIVIMI SUBITO A:

luca@smaltimentoassistito.it

Luca Moretta
Esperto nella Gestione e Smaltimento Rifiuti

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4 Commenti

  1. LUCIA FESTA says:

    Ho capito che l’argomento è molto complicato, oltre alla valutazione delle categorie servono anche le conoscenze dei processi produttivi, le caratteristiche e le composizioni dei prodotti utilizzati nella lavorazioni oltre a basi di chimica. Mi sento di dire che la mia mansione non consente di approfondire questi argomenti essendomi specializzata da oltre 30 anni nella contabilità e bilancio, pertanto il mio lavoro assorbe totalmente tutto l’orario lavorativo.
    Non ho mai visto i processi produttivi e su quali macchinari o impianti sono utilizzati i prodotti acquistati, conosco solo la parte commerciale, fiscale e burocratica. Penso di non essere in grado di effettuare le valutazioni dei codici Cer.

    • Luca Moretta says:

      E’ vero, l’argomento è molto complicato, ma il motivo per il quale io vi parlo dei passaggi fondamentali da seguire in una classificazione non è perché credo che i miei lettori possano definire tutti i dettagli tecnici e chimici di una caratterizzazione (a quello ci penso io), ma piuttosto perché quando un imprenditore è consapevole di quali sono le informazioni indispensabili per classificare un rifiuto, possa diffidare da chi attribuisce codici CER a caso e/o ingiustificati.
      Non più tardi di ieri, nel valutare la documentazione di un’azienda, mi sono trovato un formulario con CER modificato in base alle indicazioni (esigenze?) dello smaltitore che non corrispondeva alla natura del rifiuto. Seppure l’indicazione è dello smaltitore, la RESPONSABILITA’ E’ SOLO DELL’IMPRESA!!
      In altre parole il mio obbiettivo è crescere, nelle aziende, persone in grado di CONTROLLARE l’operato di chi gestisce i vari aspetti dei rifiuti, in modo da affidarli solo a partner competenti e affidabili.

  2. Gianluca says:

    Buongiorno,
    avrei bisogno di una mano nell’attribuzione di un codice: il rifiuto è sabbia di una sabbiatrice che opera nel settore vetro.
    il codice 120117 “residui di materiale di sabbiatura diversi da quelli di cui alla voce 120116” sembra fatto apposta ma la macrofamiglia 12 identifica i processi fisici e meccanici di metalli e plastica non contemplando il vetro…il trasportatore consiglia il 101114 che secondo me è sbagliato facendo parte della famiglia dei processi termici.

  3. DARIO Modica says:

    Salve, avrei una casistica da sottoporle:
    nel caso di un Comune che fa la raccolta differenziata stradale/prossimità il trasportatore sostiene che gli imballaggi in plastica raccolti con alluminio devono essere accompagnati da CER 20 01 39, mentre la posizione dle RUP sostiene che gli stessi vadano accompagnati dal CER 150106; potrei sapere secondo la sua esperienza quale CER attribuire? e la responsabilità di attribuzione del CER è in capo al produttore o al trasportatore? e infine le responsabilità per errata attribuzione su chi ricadono?

    Grazie in anticipo..

    Saluti