CHE COSA È E COME È STRUTTURATO UN CODICE CER?

codice cer

Proseguiamo con il nostro appuntamento settimanale… attraverso le importanti informazioni che ci scambieremo, cercherò di farti capire l’importanza dell’approccio con il quale si affronta la materia rifiuti… dall’articolo di settimana scorsa ho iniziato ad entrare nel dettaglio del fantastico mondo dei rifiuti, continuerò cercando di far capire i SERI RISCHI legati ad una cattiva gestione, per quelli che come San Tommaso: non ci credono se non ci mettono il naso.

Assisterò e supporterò gli imprenditori sprovveduti o spregiudicati per trasformarli in  IMPRENDITORI ACCORTI, FELICI E SPENSIERATI; ovvero informato sulle dinamiche di gestione dei rifiuti, che conosce la normativa e per questo sceglie un partner estremamente affidabile (che si preoccupa degli obblighi del produttore di rifiuti e di come assolverli per poterlo fare stare tranquillo), in modo da tutelare la propria attività.

Vorrei che anche tu, insieme ai miei clienti che già sono entrati a far parte dell’ELITÈ DEGLI IMPRENDITORI CONSAPEVOLI, non ti affidi più “al fornitore meno costoso” oppure “al fornitore storico di fiducia” oppure “a quello che mi dà meno rogne da gestire”…Potrei andare avanti a fare altri esempi di quello che mi sento dire da chi non ha interesse a essere consapevole, informato e tutelato e che non vuole affidarsi a chi si occupa tutti giorni di questa materia.

Dopo averti spiegato COSA È e COSA NON È RIFIUTO,
voglio parlarti del codice CER:

un codice numerico che identifica tutte le tipologie di rifiuto esistenti

Per 4 volte ti parlerò della PRIMA azione che deve svolgere il produttore di rifiuti dopo aver individuato gli scarti che derivano dalle sue lavorazioni.

L’ATTRIBUZIONE DEL CODICE CER!

Spero che tu non abbia mai pensato, “ma sì, è una cazzata!”.

Te lo dico per esperienza, il 95% di quelli che la pensano così, stanno usando un codice SBAGLIATO!! e pertanto sono SANZIONABILI!!

Le tappe che seguirò per approfondire questo argomento sono:

SCELTA DEL CODICE CER:

  1. Com’è strutturato il codice CER?

  2. Chi lo deve attribuire e come si individua?

  3. Servono sempre le analisi per classificare un RIFIUTO?

  4. Attribuzione e classificazione definitiva del RIFIUTO.

Per fare il viaggio insieme parto dalle basi, la sigla CER è l’abbreviazione di Catalogo Europeo dei Rifiuti.

Il codice CER, è un codice composto da 3 coppie numeriche, che sono codificate in modo univoco in tutta Europa. Quando è stato introdotto per la prima volta questo elenco, l’intento dei legislatori era quello di raggruppare in un’unica lista tutti i rifiuti possibili e immaginabili della Terra……bella presunzione!

In effetti nonostante parecchi aggiornamenti, ancora oggi l’elenco presenta difetti importanti e sarà destinato ad aggiornarsi periodicamente in futuro…ma non concentriamoci su questi problemi.

Se ti stai chiedendo come mai mi interessa tanto farti capire quale è la logica dei 6 numeri che compongono un CER, la risposta è semplice: IO VOGLIO LAVORARE CON GENTE CONSAPEVOLE E NON CON GLI ANALFABETI DELLO SMALTIMENTO CHE TANTO PIACCIONO AI MIEI CONCORRENTI.

Sai chi sono gli analfabeti dello smaltimento?

Sono quei produttori che firmano i documenti predisposti dagli smaltitori di turno, senza neanche capire cosa stanno sottoscrivendo.

Tu firmeresti un contratto di acquisto, senza capire cosa c’è scritto sul documento?

DEVI ASSOLUTAMENTE SAPERE COSA SONO QUESTI MALEDETTI 6 NUMERI !!!!!!

Seppure questa attività sia complicata e capisco che non tutti si reputino all’altezza, ritengo che per svolgerla in modo CONSAPEVOLE, siano necessari 2 accorgimenti:

  • avere un minimo di conoscenze per riconoscere almeno gli errori più grossolani;
  • affidarsi ad un collaboratore specializzato e professionale che INTEGRANDO LE TUE CONOSCENZE ti informi e curi i tuoi interessi e le tue necessità.

Per quanto riguarda le conoscenze minime, ti invito a scaricare l’allegato perché voglio spiegarti la struttura di questo codice.

Capirai anche perché, quando mi trovo di fronte a chi pronuncia il codice CER sotto forma di 2 terzine (ad es. 120.110) mi viene da dire “DIFFIDATE, GENTE, DIFFIDATE…FATE ATTENZIONE!”

SCARICA SUBITO LA GUIDA RAPIDA ALLA COMPRENSIONE DELLA STRUTTURA DEL CODICE CER.

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    Il codice CER o Catalogo Europeo (dei) Rifiuti è un elenco che contiene dei codici composti da 6 cifre, ovvero da 3 coppie di numeri, ognuna della quale ci dà un’informazione ben precisa. Per questo motivo, quando mi trovo di fronte a chi utilizza il codice CER sotto forma di 2 terzine, sono diffidente….e da oggi, dovrai esserlo anche tu.

    Per informarti meglio sul significato del codice CER, di seguito ti spiego nel dettaglio come è composto.

    La prima coppia di numeri (es. xx.yy.zz) indica le 20 MACRO CATEGORIE (o capitoli o famiglie principali), individuati dal legislatore, nei quali è riconducibile l’attività che ha generato il rifiuto, cioè l’attività che svolge la tua azienda.

    Per poter individuare con certezza quale è la prima coppia di numeri del codice CER di una determinata azienda, è importante conoscere, e basare la classificazione sul suo codice ATECO.

    I 20 capitoli sono quelli sotto indicati:

    01 – Rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava, nonché dal trattamento fisico o chimico di minerali

    02 – Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti

    03 – Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone

    04 – Rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce e dell’industria tessile

    05 – Rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone

    06 – Rifiuti dei processi chimici inorganici

    07 – Rifiuti dei processi chimici organici

    08 – Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso (PFFU) di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, sigillanti, e inchiostri per stampa

    09 – Rifiuti dell’industria fotografica

    10 – Rifiuti provenienti da processi termici

    11 – Rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento dei metalli ed altri materiali; idrometallurgia non ferrosa

    12 – Rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica

    13 – Oli esauriti e residui di combustibili liquidi (tranne oli commestibili, 05 e 12)

    14 – Solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto (tranne le voci 07 e 08)

    15 – Rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi (non specificati altrimenti)

    16 – Rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco

    17 – Rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati)

    18 – Rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario o da attività di ricerca collegate (tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione che non derivino direttamente da cure sanitarie)

    19 – Rifiuti prodotti da impianti di gestione dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell’acqua e dalla sua preparazione per uso industriale

    20 – Rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali nonché dalle istituzioni) inclusi i rifiuti della raccolta differenziata.

    La seconda coppia di numeri (xx.yy.zz), indica le sotto categorie (o sotto capitoli o sotto famiglie) individuati per ogni singola macro famiglia. Alcune macro famiglie hanno una sola SOTTO CATEGORIA, altri ne hanno anche più di 10.

    La descrizione della SOTTO CATEGORIA, deve individuare il processo da cui decade il rifiuto.

    La terza ed ultima coppia (xx.yy.zz), completa il codice individuando la DESCRIZIONE DEL RIFIUTO all’interno dell’elenco che il legislatore ha predisposto in modo specifico per ogni sotto categoria. Qualora ci siano più descrizioni idonee, bisogna raccogliere le informazioni necessarie per definire il codice esatto.

    Per aiutarti ancora di più nel capire come è composto un codice CER, di seguito ti riporto un piccolo prospetto che riepiloga quanto ti ho spiegato sopra.

    PROSPETTO RIEPILOGATIVO:

    XX.yy.zz

    MACRO FAMIGLIE – Tipologia produttiva

    xx.YY.zz    

    SOTTO FAMIGLIE – Dettaglio della tipologia produttiva

    xx.yy.ZZ

    ELENCO RIFIUTI – Tipologia del rifiuto

     

    Ci tengo a precisare che con queste indicazioni puoi accertarti che ai tuoi rifiuti venga attribuita una sestina corretta, ma siamo ancora ben lontani dalla classificazione definitiva di un rifiuto, alla quale giungeremo solamente fra 3 settimane.

    Ci tengo ad informarti anche della rilevanza che hanno i tuoi codici ATECO in fase di ricerca del CER. Infatti c’è sempre un’importante coincidenza fra codici CER gestiti e attività descritta dal codice ATECO.

    Per intenderci, una azienda che ha come codice ATECO 25.62 – Lavori di meccanica generale, (che corrisponde al codice tipico delle Officine Meccaniche) non potrà avere un rifiuto con codice CER 19.yy.zz. oppure 20.yy.zz, ecc. in quanto i due codici non sono congruenti tra di loro.

    Se hai qualche dubbio, oppure inizi a nutrirli dopo questa lettura, inizia a cercare da qualche parte qualcuno che possa aiutarti ad individuare quali sono i codici relativi ai tuoi rifiuti, se non vuoi ricorrere a SANZIONI certe.

    SE NEL CASO NON LO TROVASSI SUBITO…

    … ALLORA PUOI INIZIARE SCRIVENDO A ME QUI:

    luca@smaltimentoassistito.it

    Siccome proprio ci tengo a te ed alla tua azienda, inserendo la tua email qui sotto andrai alla pagina del nostro sito nella quale abbiamo caricato tutto l’elenco CER e che aggiorniamo periodicamente in modo tale che tu possa consultarla quando lo ritieni opportuno,
    evitando così SANZIONI CERTE.

    SCARICA SUBITO LA GUIDA RAPIDA ALLA COMPRENSIONE DELLA STRUTTURA DEL CODICE CER.

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    Luca Moretta
    Esperto nella Gestione e Smaltimento Rifiuti

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    2 Commenti

    1. LUCIA FESTA says:

      Il ns. codice Ateco è 25 72 00, ed i codici utilizzati dalla ns. Società sono i seguenti:
      06 05 03 -10 03 16 – 12 01 03 – 16 11 04 – 11 01 06 – 10 03 24 – 11 01 09 – 12 01 17 – 12 01 18 – 12 01 20 – 15 01 10 – 15 02 02 – 16 02 14.
      Con il cod. 20 ne abbiamo ma li conferiamo nei cassonetti comunali, anche perché come TARI paghiamo € 4.476,00 annui.
      Per quanto riguarda carta e cartone li portiamo al CMR comunale senza formulario o ddt.
      Per quanto riguarda le analisi dei rifiuti non sempre si riescono ad eseguire e servono per verificare se il codice attribuito dal produttore/consulente può rientrare nei parametri richiesti per tale codice.
      Saluti.
      Lucia.

      • Luca Moretta says:

        E’ normale che la tua azienda abbia codici appartenenti a diverse macro/sottocategorie, come succede in molte altre aziende, perché per ottenere il risultato del vostro ATECO principale (Fabbricazione di serrature) svolgete diverse fasi lavorative. Come ha fatto la tua azienda, per essere certi di gestire correttamente tutti i rifiuti, è INDISPENSABILE scegliere un partner affidabile e competente che analizzando tutte le fasi lavorative sia in grado di individuare tutti i rifiuti prodotti e definirne i relativi codici CER. Questa attività è FONDAMENTALE per non correre il rischio di trascurare qualche rifiuto o di gestirli in modo sbagliato.
        Per quanto riguarda i rifiuti urbani o assimilabili agli urbani che trovano collocazione nella macrofamiglia 20, è normale e opportuno conferirli al comune, sempre che il centro di raccolta comunale li accetti. Ma questo discorso è molto complicato e lo affronteremo in un articolo fra qualche mese. Se però hai dubbi in merito non esitare a contattarmi.
        In riferimento al discorso analisi è una materia molto complessa e delicata sulla quale ESISTONO UN SACCO DI LEGGENDE! Io parlo di come stanno veramente le cose negli articoli del 17/01 e del 24/01.