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Ci sono circostanze in cui l’analisi tutelante è da preferire a un’analisi ordinaria, cerchiamo di comprendere insieme le motivazioni.

La finalità delle analisi tutelanti è rendere condivise, accettate e non contestabili, da parte degli enti di controllo, le conclusioni a cui giunge il laboratorio chimico. Quindi non ci sarebbero dubbi in merito al fatto che sia un metodo che andrebbe messo in atto ogni qualvolta le analisi da eseguire servano alla caratterizzazione e classificazione del rifiuto.

L’analisi ordinaria può subire contestazioni da parte di un ente di controllo, poiché viene eseguita senza le premure del piano di campionamento.

IL PERCHÉ È SEMPLICE

In primis per l’inosservanza della normativa, ma è importante fornirvi una spiegazione sull’aspetto pratico su cui si basa la contestazione. Non mettendo in atto le premure elencate sopra non avrete certezze quali:

1. Un campione rappresentativo dello scarto decadente
dalla lavorazione, di cui state facendo la caratterizzazione.

2. Corrispondenza tra il campione prelevato in
azienda e quello mandato in laboratorio.

3. Parametri analizzati e adeguati, rispetto alle materie
prime e al processo da cui decade il rifiuto.

In mancanza di certezze simili l’ente di controllo potrà contestare la validità della classificazione del rifiuto, ipotizzando diverse tipologie di illeciti sia amministrativi che penali.

Seppure questi accorgimenti possano spaventarvi, dovete tenere in considerazione che le analisi di classificazione non prevedono una scadenza.

DOVRESTE ESSERE SPAVENTATI DALLE SANZIONI, NON DALLE ANALISI, pertanto impegnarsi nella conduzione di un’analisi tutelante si rivelerà un ottimo investimento.

Per essere più esaustivi, dopo aver fatto un’analisi tutelante se non cambiano i criteri di classificazione, né le materie prime, né i processi, le eventuali analisi richieste dai destini sulla base delle loro autorizzazioni possono essere eseguite in modalità ordinaria.

Per fare ancora più chiarezza vi proponiamo un esempio:

l’azienda OMEGA S.r.l. nel gennaio 2020 ha iniziato a produrre un rifiuto, il quale va smaltito ogni 2-3 mesi a un destino che richiede analisi non più vecchie di 6 mesi. A novembre 2021 cambiano significativamente le materie prime utilizzate nel processo di generazione del rifiuto.

Vediamo nella tabella che segue come andrebbero gestite le analisi:

Con questo esempio speriamo di aver chiarito l’importanza e l’utilità di questo tipo di analisi, poiché sottovalutarne l’importanza potrebbe esporvi a diversi rischi.

FAQ

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  • Perché scegliendo di caratterizzare un rifiuto tramite analisi di laboratorio, questa opzione è quella che tutela maggiormente voi e la vostra azienda;
  • Perché gli accorgimenti che seguiamo, rispettano pienamente gli ultimi importanti aggiornamenti normativi;
  • Perché vi supportiamo nella raccolta di una serie di informazioni preliminari circa la natura del rifiuto e le modalità di stoccaggio, prima della raccolta del campione;
  • Perché creiamo un fascicolo che racchiude tutti gli elementi informativi necessari per valutare la rappresentatività del campione raccolto;
  • Perché ci interfacciamo con il laboratorio in modo da fornire loro tutte le informazioni che gli permetteranno di impostare un programma di prove adeguato e consono al processo produttivo da cui decade il rifiuto ed alle materie prime in esso contenute;
  • Perché disponiamo di un incaricato specializzato in questa fase, che si occupa di supportare i nostri clienti nel raccogliere e valutare le informazioni preliminari da fornire al laboratorio. La stessa persona si occupa poi della valutazione degli esiti analitici del laboratorio ed eventualmente confrontarsi con esso per qualsiasi osservazione successiva.
  • Perché disponiamo di incaricati che hanno conseguito l’abilitazione al campionamento secondo la normativa UNI 10802 come espressamente richiesto.
  • L’esecuzione di analisi sui propri rifiuti non è in alcun modo obbligatoria. Il ricorso all’effettuazione di analisi chimico-fisiche sui rifiuti è solo una delle possibili strade da intraprendere per la corretta classificazione di un rifiuto. Se questa può essere eseguita con un metodo diverso dalle analisi, un rifiuto può essere regolarmente smaltito anche senza essere stato analizzato;
  • Nel caso in cui si ricorra all’esecuzione di analisi per la classificazione di un rifiuto, la normativa specifica chiaramente che il campionamento e l’acquisizione di una serie di informazioni preliminari, riguardanti la natura del rifiuto e le modalità di stoccaggio, riveste un ruolo fondamentale al fine di avere un esito affidabile e tutelante dell’analisi.
  • La migliore scelta che possiate fare a tutela vostra e della vostra azienda, nel caso in cui decidiate di ricorrere ad un’analisi per classificare il vostro rifiuto, è di procedere ad un’analisi tutelante. Tale analisi, come le altre, non ha scadenza ed ha validità fino a quando non cambia il processo produttivo o le materie prime utilizzate. In questo caso risulterebbe necessario procedere ad un rinnovo analitico.

Un produttore di rifiuti può essere chiamato ad eseguire analisi per due motivazioni:

1. Caratterizzare e classificare il proprio rifiuto;
2. Rispettare un obbligo presente nell’autorizzazione dell’impianto a cui è destinato il rifiuto.

Nel primo caso, l’analisi svolta non ha una scadenza fino a quando non intervengono modifiche riguardo alle materie prime utilizzate, il processo produttivo da cui decade o nuovi criteri normativi di caratterizzazione/classificazione. Nel secondo caso, le analisi possono avere scadenza semestrale, annuale o non essere necessarie. In forte di ciò l’esecuzione di analisi tutelanti è consigliata soprattutto nel momento in cui si intenda ricorrere ad una nuova caratterizzazione e classificazione del proprio rifiuto.

  • L’esecuzione di questa tipologia di analisi garantisce la protezione da eventuali contestazioni da parte degli enti di controllo, in merito alle procedure messe in atto per l’esecuzione dell’analisi (campionamento, raccolta informazioni, ecc.).
  • Qualora gli enti di controllo contestino la mancanza di parametri, non valutati dal laboratorio, il produttore è tutelato poiché fornendo tutte le informazioni preliminari richieste dalla normativa, è responsabilità del laboratorio sulla base delle informazioni fornite, la definizione dei parametri da ricercare.

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